giovedì, dicembre 21, 2006

BUON NATALE

Buon Natale a tutti! A tutti quelli che leggono il mio blog. Chissà chi siete! Io cerco di guardavi in faccia. Mi immagino le facce di chi conosco, ma non so se mi leggono... le facce di chi non conosco so che ci sono, ma non le vedo... Chi sarete da Avellino, Pontedera, Sassari, Bompensiere, Trastevere, Sacile, Tokyo, London, Paris, Madrid, Carregado, Monterrubio De La Sierra, Affoltern, La Roche?! Grazie comunque di entrare nel mio mondo dalla finestra. Siete come delle meteore, lasciate una traccia vana e volate via.
Cugi, ci sei? Mafe, ci sei? Laura, ci sei? Chicco, ci sei? Gni, ci sei? Giorgia, ci sei? Anna, ci sei? Valeria, ci sei? Leena, ci sei? Mariangela, ci sei? Zia Robi, ci sei? Elisa, ci sei? Matteo, ci sei? Gerda, ci sei? Elena, ci sei? Viviana, ci sei? Chissà chi c'è che conosco. E quelli che non conosco, chissà come mai passano di qui.
Buon Natale a tutti, di cuore, con un abbraccio stretto come faccio sempre. L'amore sia con voi, la serenità, la prosperità, la fortuna.
Buon Natale, Merry Christmas.

martedì, dicembre 19, 2006

SUOR LEENA



Dolcissima Leena, magrissima e alta, dolce nei lineamenti e nel modo di fare, con la testa che dondola come fanno gli indiani per comunicarti consenso o gentilezza. Delicatissima Leena, con una voce che, quando canta sull'altare, va su su su su su acuta e potente senza sforzi. Carissima Leena, piena di attenzioni, con quel raro sesto senso che le fa intuire tutto al volo, anche gli umori della gente. Generosissima Leena, muove le montagne per riuscire ad aiutare chi ha più bisogno. Serissima Leena, imperturbabile, incorruttibile, va dritta alla meta senza mezze misure. Se deve dirti il bello te lo dice, se deve dirti il brutto te lo dice, sempre con garbo, ma te lo dice. L'ipocrisia non è il suo forte, la schiettezza sì. Grintosissima Leena, ha diretto l'asilo con maestria barcamenandosi tra genitori più o meno meritevoli, brave insegnanti, bimbi anche impegnativi e Don Tarcisio che.... basterebbe solo lui! Vera amica Leena, quando era qui e ora da lontano.
Quando se ne è andata via, due anni fa, ho pianto. Lacrimoni a vederla sul palco della recita travolta dagli applausi di tutti quelli che le volevano bene. Le abbiamo regalato una valigia. Il biglietto diceva:"... per andare e per tornare". Chissà se tornerà un giorno a trovarci a Udine. E se no, un giorno, andremo noi in India. E' una promessa. Perchè le amicizie vere sono per sempre.
Grazie per essere capitata nella nostra vita, anche se veloce come una meteora.
Ciao,stellina.
Taaanti auguuuri aaa teeeee
Taaanti auguuuri aaa teeeee
Taaanti auguuuri cara Leena
Taaanti auguuuri aaa teeeee.

domenica, dicembre 17, 2006

TOVAGLIA A MARGHERITE


Il mio maritino ed io vorremmo la casa nuova anche per poterci mettere un bel tavolo da 12 in cucina. Non è quello l'unico motivo, anzi, ma quella del tavolo grande è sempre stata una nostra passione. Sarà che siamo già in cinque noi. Sarà che i nostri più cari amici sono in sei. Sarà che a noi la tavola piace in compagnia... insomma, bisogna proprio cambiar casa. Siamo lì lì.
Due settimane fa ho avuto incarico di fare una tovaglia su misura per un tavolo rettangolare. Un signor tavolo di 1m X 3,5m. Che bel tavolo! E' venuta bella con tutte le margherite dipinte sul tessuto bianco e beige. Diciotto tovaglioli, quattro sottobottiglia. L'unico rammarico: non poterla fotografare sulla tavola apparecchiata. Non ho ancora cambiato casa. Sigh!

LE OLIVE DELLA NONNA


La produzione dell'ulivo della nonna Rosetta, quest'anno, è stata generosa. Io ho ancora nelle orecchie la risata di Chiaretta quando quest'estate in Sardegna le ho mostrato un albero carico di prugne viola. Le sarà sembrato ridicolo. Avrà creduto che fosse uno scherzetto. Era abituata a vederle dal fruttivendolo, lei, le prugne! A Pasqua, dopo aver raccolto dalla nonna con papà e fratelli tutta quella opulenza, mi ha chiesto sottovoce: "Ma si mangiano?".
E' stato bello raccoglierle, ma anche prepararle, invasarle e confezionarle (aglio, olio, peperoncino e origano)con mani amorevoli.
Nel biglietto arrotolato c'è un intenso scritto che riassumo così: "Godete tutti di questo ben di Dio. Buon Natale a tutti."

domenica, dicembre 10, 2006

CUORI PATCHWORK


Ah sì sì... quando ho inventato come fare questi cuori (non sono applicati!) ero così gasata che mi sono giurata che gli avrei dato onore. Il metodo merita una coperta patchwork a cuori, soprattutto un corso di patchwork ad hoc. Aspettate solo che traslochi e che abbia i miei grandi spazi e lo organizzo. Chi vorrà, verrà ad imparare. Se Germana, la mia seconda maestra di patchwork, sapesse come ho impiegato i primi che ho fatto, mi leverebbe il saluto! Sono andati ad impreziosire lussuosi sacchi-scarpe e i miei primi salva padelle. Be', erano più di 70, li ho venduti tutti e sono soddisfatta, ma giuro che non è finita qui. Li rifarò, li rifarò.

mercoledì, dicembre 06, 2006

QUESTA E' BELLA!

Oggi una nuova coppia è venuta a vedere il nostro appartamento, che è in vendita. Lui alla fine, dopo aver apprezzato la mia casa con parole gentili mi dice:
- "Ma lei non è friulana, signora!"
- "No. Perchè me lo chiede?"
- "E' sudamericana?"
- "SU-DA-ME-RI-CA-NAAAAAAAAAAAAAAAA! E perchè mai?!"
- "Perchè, lei usa i congiuntivi con una proprietà assoluta e qui è difficile sentire una grammatica così."
- "Guardi, io sono genovese... forse le potrei essere sembrata brasiliana! In realtà sono figlia di professoressa di italiano e difficilmente mi potrebbe cogliere in fallo!"
- "Io son professore di italiano al liceo e le posso dire che, tra i miei alunni, quelli che fanno più uso dei congiuntivi sono i sudamericani."

ndr. Povera Italia ignorante!

martedì, dicembre 05, 2006

ODE AI MEZZI TELEMATICI


La mia mamma, ora nonna Tetè, da quando sono partita per Udine col mio principe azzurro, dice "il telefono la tua voce". Mai una pubblicità ha incontrato la sua benevolenza. Questa sì. Senza il telefono io impazzisco. Mi è bastato passare quattro giorni senza telefono per uno stupido disguido di pagamenti di fatture con il nuovo gestore, che stavo per dare di matto. Senza sentire mia mamma, mio papà, mio fratello, mia nonna, l'amica del cuore, ... ma ora, ragazzi, posso dire: senza internet, senza posta elettronica, senza blog, senza la web cam con la quale vedo la mia sorellina d'acquisto e i suoi bimbi in Argentina. Per me, che abito lontano da tantissimi affetti, è diventato un mezzo amato, anzi amatissimo.
Oggi finalmente posso chiedere alla mia amica di Genova: vuoi le grucce grandi o piccole? Vuoi nastro rosso scozzese o anche a quadretti? Dimmi che produco.

COPRIPIUMINI


"Mi faresti un copripiumino per il lettino di Leonardo?"
Avrei un avanzo di tessuto che ho già utilizzato nella sua cameretta, ma è un pezzo piccolo. Non so se ti possa servire".
Ma certo. Tutto serve! E dove non arriva il tessuto... arriva il pennello.
Si sceglie assieme il disegno. E poi si produce, con passione. E secondo me questa passione si intravede in certi lavori.
"Me ne fai un altro?"

mercoledì, novembre 29, 2006

PENNE FIORE


Il Natale incalza. Le manine hanno da fare, ma anche la testa!
Io avrò avuto 6 anni. La signora Avegno dice alla nonna Gina, che le ha appena fatto un bellissimo tailleur: "Ah, signora Gina come vorrei avere le sue mani!" e la mia nonna "Signora Avegno, non sono le mani... è la testa!".
Io sarò stata alta un metro e un gingerino, ma ascoltavo sempre attentamente e questa frase mi ritorna ancora oggi alla mente.
Ogni volta mi viene da sganasciarmi.... ma sono sante parole. La manualità c'è o non c'è. Io non mi ricordo neanche più di averla, però so che mi piace vedere il risultato. Quello che invece non si vede proprio sono tutti i ragionamenti che faccio prima. A volte la testa frulla così tanto che non riesco neanche a prendere sonno.
Ora il Natale incalza. Le manine laboriose producono, ma anche la testa non scherza e crea.
Ho scelto i fiori più belli (sembrano veri) per fare le mie vendutissime penne-fiore. Quella penna che deve stare vicino al telefono e guai a chi la sposta. Provate un po' a mettervela in tasca!
(Tutti i fiori del cesto sono penne.)

martedì, novembre 21, 2006

I CONFETTI DI MARTA


Quando faccio qualcosa per qualcuno, mi faccio rapire dai sentimenti che questo qualcuno provoca in me. Marta (di cui sono madrina di battesimo e ne sono fiera) per il giorno della sua prima comunione mi "diceva" AMORE AMORE AMORE. La prima comunione è un momento magico per una famiglia di credenti. Come il giorno del battesimo. Presenti la tua creatura al Signore. E attorno a tutti aleggia un'atmosfera intensa e mistica. Come se un'aura di AMORE fosse visibile e tangibile attorno a tutti. AMORE per la vita, AMORE per la famiglia, AMORE per gli altri, AMORE per la natura, i suoi colori, i suoi profumi. AMORE. Per i confetti di Marta sono nati questi cuori di lino.
Ora sono al lavoro per i confetti di una batuffolina che sembra una principessa. Benarrivata, tanto attesa, Mariasofia.

domenica, novembre 19, 2006

LA MIA "TRE GIORNI" GENOVESE


E' andata! Siamo tutte sopravissute alla nostra "tre giorni" genovese. Ora siamo tutte stanche, ma felici. Emanuela, fiera padrona di casa, ha accolto la moltitudine di clienti accorse incuriosite. Un po' di fermento, un po' di concentrazione per dedicarsi a tutti, un po' anche di rassegnazione nel vedere le sue belle vetrine invase da altri generi merceologici, tanta professionalità, e tanta efficienza. Sara, indispensabile e precisissima collaboratrice, non ha fatto mancare nulla a nessuno. Camilla, invece, non ha resistito ed è scesa in negozio continuamente per imparare un mestiere che già le scorre nel sangue. Giovanna, con i suoi nettari di bellezza e la sua carica irrompente, ha deliziato le pelli delle signore in vena di trattarsi bene. Arianna, con il suo piglio milanese, ha vestito le clienti con giacche da mille e una notte. Le signore dell'"ape malandra", hanno messo in mostra i loro raffinati cachemirini. La dolcissima Francesca, che si chiama come me, ha fatto tintinnare le sue apprezzatissime collane in pietra dura tra le mani di tutte. E io ho presentato la mia allegra mercanzia ad un pubblico nuovo, tra una boccata di aria di mare e l'altra. Questo era il mio angolo.
Un caloroso grazie per la preziosa opportunità a Emanuela, e un abbraccio, oltre che a lei, anche a tutte le mie "colleghe" che hanno goduto assieme a me questi tre intensissimi giorni.

venerdì, novembre 10, 2006

LAVORARE IN SERIE


A me sembra ovvio perchè questa cosa l'ho imparata da piccola, ma ormai mi sono accorta che nulla sia mai ovvio. Ieri ad una mia cliente che mi è venuta a trovare mentre dipingevo 50 margherite l'ho dovuto spiegare. Se bisogna dipingere delle margherite bianche col bottone arancione, prima si dipingono tutti i bianchi per 50, poi tutti gli arancioni per 50. Non è che le margherite, se sono ancora solo bianche, sono un po' mosce. Vuol dire che io sono solo a metà dell'opera!
Quando il mio secondo genito era appena nato, mi sono imbarcata in una cosa che mi appassionava da anni, ma che non avevo mai avuto modo di imparare. Il patchwork. E uno dice... ma dovevi proprio aspettare di avere un bambino di due anni e uno di due mesi da allattare per affrontare una tale "montagna"? Ma questa si chiama passione. Quando c'è la passione il tempo si trova. Si aspetta che i pupi dormano, si approfitta di quando il marito è via per lavoro e si lavora fino a mezzanotte incuranti della stanchezza. Quell'estate ho fatto il corso base di patchwork e sarà che sono tanto portata ho deciso di fare subito una coperta. Mi sono appassionata. Quilt bianco e rosso a casette tutte uguali, ma in tessuti diversi. Per far la prima sarà che era la prima ci ho messo un pomeriggio intero. Mi sono detta : "Di questo passo non finisco più!". Allora sarà che in certi momenti mi si accende una lampadina le altre 11 le ho fatte in serie, e in una settimana erano pronte. (Confesso che per finire il mio amato quilt ci ho messo di mezzo un altro pancione, allattamento incluso). Ora sarà che, quando si vende, a queste cose si bada di più certi lavori li faccio in serie... costano meno.

mercoledì, novembre 08, 2006

GREMBIULI DA RICEVIMENTO


Un bel giorno decisi di buttarmi in quest'avventura. Lavorare in ufficio, con tre bimbi, sarebbe stato troppo. Sapete com'è... bimbi malati... estate... Allora feci di tutte le mie arti un fascio e mi inventai questo nuovo lavoro. I grembiuli furono in assoluto il mio primo manufatto. Partii dall'idea di realizzare dei grembiuli da cucina un po'più civettuoli del solito, per poter anche aprire la porta agli invitati mentre stavo ancora cucinando gli ultimi manicaretti. Mi è piaciuto da subito realizzarli in tanti tessuti diversi. Mi faceva allegria. Oggi ad una festicciola di bimbi ho rapito tre mie amiche e le ho incastrate a fare le "indossatrici".


LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, novembre 06, 2006

SALVAPADELLE


Ma voi cosa ci mettete tra una padella antiaderente e l'altra? Io ci ho sempre messo la carta Scottex. Dopo un po' di mesi però si stropiccia e si sciupa. Un giorno mi sono detta: ecco cosa devo fare... dei "salvapadelle". Be', non è che sia un'idea geniale, però è un regalo un po' diverso dal solito. Sono in misto cotone, belli grandi (25cm di lato), vanno in lavatrice, non stingono, fanno il loro uso e sono allegri. Les voilà!


LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, ottobre 30, 2006

ASCIUGAMANI DA BAGNO BABY

Da una parte nido d'ape, dall'altra spugna.


La spugna è di un rosa delicato come piace me. E' anche leggermente elasticizzata e assolutamente morbida. Oppure è celeste chiaro come il cielo.
Il nido d'ape è bianco. Sempre raffinato.
I pon pon danno quel tocco...
Allora mi son detta "Brava Gina!".
La mia nonna Gina dagli occhi blu, ogni volta che portava a termine uno dei suoi capolavori di sartoria se lo diceva da sola! Magari erano vestiti da sposa incantevoli nella loro semplicità, oppure tailleurs, cappotti.
Anch'io, se sono fiera, mi dico sempre "Brava Gina!". Anche se i miei non sono proprio vestiti da sposa!

L'ODORE DEL MIO MARE


Va bene, bisogna incrementare la produzione per i bebè!
Emanuela è stata davvero gentile. Dice che il suo negozio deve essere anche un salotto! E' intelligente. Così le piace inventarsi occasioni eccezionali per ricevere le sue clienti nel suo regno affacciato sul mare. Il suo è un bellissimo negozio. Lei disegna abiti da bambini molto raffinati e delicati e nel suo negozio li vende. Ci sono entrata una sola volta: è finemente arredato con mobili antichi, la merce è esposta con gusto, i colori sono i rosa pallidi, i bordeaux, i vari toni del marrone, i bianchi. Pizzi pochi. Non è un negozio frù-frù, ma sfizioso ed elegante.
Così mi ci ha invitato per metà novembre a vendere i miei lavori. Occasione quindi, per lei, di invitare tutte le sue affezionate clienti, per me, di presentarmi nella mia città natale con le mie creazioni. Sarà un momento d'oro e gliene sono assolutamente grata e riconoscente. E poi... annuserò l'odore del mio mare... che ormai è raro.

domenica, ottobre 22, 2006

MA QUANTO SONO BELLI I TESSUTI!


C'è chi vede una bella automobile sportiva e rimane incantato, chi vede una partita di calcio e si incolla alla TV, chi vede passare una bella gnocca e si gira a guardarla, chi incolla il naso alle vetrine di gioielli, alle vetrine di vestiti alla moda, alle telenovelas. Io no. Ma non fatemi passare davanti ad un negozio di tessuti, perchè altrimenti non ne esco più!
Nel mio negozio di fiducia c'era una serie di tessuti americani in svendita. Mi sono avvicinata a quella riga di pezze arrotolate, tutte ordinate, e mi è caduto l'occhio su tre tessuti. Tra loro erano lontani, ma erano della stessa collezione. Bellissimi. Io, folgorata all'istante, ne ho comprato due metri di ognuno, sperando che potesse servirmi. Oggi me li sono rimirati con gioia (ma quanto sono belli!) e ho deciso cosa farne. Mi auguro solo che domani nel negozio ce ne sia ancora. Ne ho bisogno di molto di più, anzi di tutta la pezza.

giovedì, ottobre 12, 2006

BUSTINA BABY


Con le perlone di legno colorato è stato amore a prima vista. Le ho comprate in Austria un anno fa. Mi guardano da un po' come dire "E noi... quando ti serviamo?
I ritagli di piquet trapuntato bianco (e rosa pallido) mi guardano anche da un po', da quando ho fatto le copertine baby.
IDEA!!!
Ho comprato tante cerniere di tutti i colori e ho fatto 15 beauty cases, pensati per i bebè: per le loro cosine da avere sempre nella borsa, per i loro pannolini...
Questi rosa sono più romantici e delicati, quelli bianchi sono allegri e grintosi.

mercoledì, ottobre 11, 2006

LA FESTA DI VALBRUNA.


All'inizio in ogni attività bisogna un po' investire. Nel senso che non bastano gli sforzi economici, per farsi conoscere bisogna farsi anche un bel mazzo! Prima, ovviamente, per produrre. Per allestire il mio gazebo quest'estate a Valbruna ci abbiamo lavorato in tanti. Queste poche righe sono per ringraziarli tutti, per primo il mio maritino speciale, poi Mauro, Daniela, i miei tre bimbi, tutti gli amici che sono passati a salutare e che, già che c'erano, si sono dati un po' da fare. Sergio, Marì, Paolo e Manuela mi sono mancati, e lo scorso anno sono stati indispensabili. Grazie anche a tutti quelli che hanno fatto dei chilometri per venire in montagna a godersi la festa del paese e soprattutto a chi è arrivato con un bel sorriso a guardare i miei lavori. La sera, stremati ma felici, siamo crollati nel letto in un sonno di schianto.

domenica, ottobre 08, 2006

FINORA SEMPRE IN MOVIMENTO

Gli occhi languidi, come dice la mia mamma, li ho avuti fin da quando sono nata (Genova - 1964), come pure la passione del cucito. Da bimba, il mio passatempo preferito era fare i vestiti alle mie barbies sotto gli occhi azzurri e vigili della mia nonna Gina (lei, invece, sarta bravissima). All’esame di quinta elementare la mia carissima maestra Teresa volle che mostrassi alla commissione tutti i miei lavori in tessuto e la presidente mi chiese cosa li avessi portati a fare! Smarrita nell’insicurezza dei miei dieci anni, ma in fondo in fondo un po’offesa, le dissi “Li ho fatti io!”. Mi disse che avevo le manine d’oro. Per fortuna le ho ancora!
Dopo il liceo scientifico, frequentato ancora a Genova, è cominciata la mia vita raminga.
Un anno sono “volata” a San Francisco a studiare l’inglese, con l’accento americano.
Gli otto anni successivi ho “pendolato” settimanalmente a Milano dove, prima, ho convissuto con i miei cari zii e cugini (ciao cuuugiiii!), poi, ho vissuto indipendente e ho imparato a fare le lavatrici, a stirare, a fare da mangiare (santa la mia amica del cuore Giorgia che mi ha fatto da cavia nei miei primi esperimenti di cucina!). Ho frequentato l’Istituto Europeo di Design, ho lavorato come grafica all'Unimark (l'amicizia con Matteo e Gerda è la cosa bella che mi è rimasta) ed ho lavorato in pubblicità, come account, nel servizio clienti della Leo Burnett.
Ma, siccome pensavo “moglie e buoi dei paesi tuoi”, sono tornata a Genova a lavorare nell’agenzia di assicurazioni di famiglia al fianco di mio fratello, con nostro papà.
Ma uno splendido marito era in agguato e dopo neanche due anni, eccomi raggiante sposa del mio principe friulano a fargli da alter ego nella sua agenzia di assicurazioni (galeotto fu il congresso del 1992). Ora vivo nella bellissima Udine, felice, con mio marito e i miei tre tesori: Matteo (1996), Giovanni (1998) e Chiara Maria (2002).
Meno male che sono duttile e malleabile, come direbbe Caropallo, così ho potuto non perdermi d’animo e inventarmi un lavoro compatibile con la mia vita di moglie e di mamma e con le mie attitudini.
Peccato solo per i miei affetti lontani e il mio mare, ma il mio maritino non perde occasione di portarmici appena si può.
Per fortuna, invece, per la felicità della mia splendida famiglia, per aver conosciuto tanta gente meravigliosa e per aver acquistato anche un nuovo cognome. Perché qui a Udine, invece di Francesca Ghiglione, sono Francesca Tonazzi, sì figlia lontana (santo il telefono!), ma moglie felice, mamma fiera e donna creativa.
Cosa me ne faccio del mio inglese, non lo so. Ma forse può sempre servire… magari c’è in agguato qualche principe inglese che ci verrà a chiedere la mano della nostra piccola principessa.
Ora stiamo cercando una nuova casa, più grande, ma qui non se ne può più di spostamenti... la voglio nello STESSO quartiere.

venerdì, ottobre 06, 2006

GRUCCE BIMBI





D'estate, nella mia bella vacanza al mare, quando nelle ore calde in spiaggia non si resiste, faccio i cuori col Das e li lascio seccare su quattro grandi vassoi. Scusate l'invasione, parenti!
Quando torno in città li coloro e li vernicio. I vassoi sono ancora a mezzo.
Approfittando di un viaggio, faccio scorta di grucce piccole di legno. Già la situazione si fa critica.
La prima volta che devo fare acquisti nella mia merceria all'ingrosso compro i nastri. Aiuto!
Quando ho tempo, assemblo. Bellissimi!
E ora è un bel problemino... ne ho fatti 200: dov'è la stiiiiiivaaaaaaaaa?!

P.S. Ho ricevuto un graditissimo invito a vendere tutti i miei lavori in un bellissimo negozio di Genova. Omamma... mi ci vorrà un tir!

martedì, settembre 26, 2006

TOVAGLIETTE AMERICANE


Capita a volte che ti avanzi un pezzo di stoffa. Faccio i miei grembiuli in un tessuto che amo molto: un "tovagliato" misto, alto 280 cm, trama cotone e ordito sintetico. E' molto robusto senza essere grosso, in bei colori e disegni abbinabili fra loro, scozzese/quadretti, scacchi/quadretti, scacchi/tinta unita, scozzese/quadratini-ini-ini. Dal pezzo di tessuto da cui taglio la tasca mi avanza un gran bel pezzo. Ecco che nascono sempre anche le tovagliette americane, anche perchè ormai bisogna riassortirle. Le faccio anche reversibili, ma sul retro non ci sono dipinte le mie margherite, bisogna sapersi accontentare!

LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, settembre 25, 2006

BORSA "LICIA"


"Ciao Licia ... ma che bella la tua borsa!". Il fatto è che, mentre Licia e Olga parlano, i miei occhi scivolano di continuo su quella borsa che mi piace proprio un sacco. E alla fine il coraggio lo trovo "Licia, rispondimi pure di no, mi lasci capire come è fatta questa borsa?". "Ma certo!". "Ma grazie!". Quella era la terza borsa di quel genere che scrutavo con occhio clinico, perchè era tempo che avrei voluto farmene una. Comoda, leggera, pratica, con quattro tasche. Ma non bastava guardarla. Bisognava realizzarne il prototipo, modificarlo come piaceva a me, stringere di qua, allargare di là, accorciare un pochino qui, rinforzare un po' lì... E poi l'ho fatta e ho scelto vari tipi di tessuto. Le mie preferite sono quelle di lana scozzese per tailleur (e propongo anche la gonna nello stesso tessuto); le ho realizzate anche in seta, ma poi sono piaciute in ecopelle e meno male che nel negozio ho avuto il coraggio di chiedere "Ma come si fa a cucire?" ,"Lei si deve comprare un piedino di teflon" e io con lo sguardo disorientato ho spalancato a bocca in un "Ah!".
Sapete? Funzionaaaaaaaaaa!

PORTA SPAGO "GALLETTO"


Quando vedo una cosa che mi intriga e dico "bella l'idea, pessima la realizzazione"... allora vuol dire che trovato una nuova idea da realizzare. E' un po' una sfida. Il tessuto doveva essere bianco candido, ma robusto e rigorosamente di cotone, perchè a me piace dipingerlo con colori forti e allegri. Sembra stupido, ma a volte se il mio tessuto non si trova, devo anche aspettare anni per realizzare una certa idea. Il tessuto l'ho trovato per caso a Genova, il resto è venuto da sè. Di solito le mie amiche sono le prime cavie e ricevono per Natale il mio lavoro; gli errori sul campo servono da esperienza e la seconda volta ecco realizzati 35 sacchetti tutti uguali. Sì, perchè a lavorare in serie si risparmia tempo e denaro: prima tutte le creste e i bargigli, poi tutti i becchi etc. E il buco, dopo aver aspettato una settimana per farlo fare a quel calzolaio che si crede chissà chi, me lo faccio da sola con la pinza apposita, e alla fine della fiera ci ho risparmiato in tempo, denaro e nervoso.

venerdì, settembre 22, 2006

TRAPUNTINA "ORSETTO ROSSO"



Il rush finale comincia a travolgermi come un tornado quando faccio quello zac e taglio la mia etichetta FUX con le forbici da stoffa che tagliano come lamette affilate (un godimento!). Mica come quelle dell'astuccio dei miei bambini che se tagliano la carta è già tanto. Mentre metto la firma mi assale quell' ansia curiosa, quella premura di finire. Sì, perchè quando si mette l'etichetta vuol dire che si è arrivati in fondo. E ti chiedi se poi avrai fatto una porcheria o un bel lavoro. Per fortuna mi piace! I tessuti li ho scelti con quell'istinto che ho ereditato dalla nonna Gina e infatti è venuto con lo stesso genere di stile delle altre cose. A me piace. E' già fondamentale. Sennò dove lo trovo poi il coraggio di vendere una cosa che non mi piace?! E ora posso dire "Ecco fatto. Guardate un po'!" e se tutti e tre i miei bimbi mi dicono "Che bello, mamma!", come ieri sera, allora faccio anche la foto.