lunedì, marzo 19, 2007

LUCA PASTICCERE


Non era propriamente il suo sogno da bambino lavorare in banca. Luca da grande avrebbe voluto fare il pasticcere. Un giorno, dopo avere speso in poco tempo metà del suo stipendio da bancario in una pasticceria di Milano a suon di cabaret di pasticcini, è riuscito a convincerere il bravo pasticcere ad insegnargli i suoi trucchi. Fantastico. Il suo sogno: giocare a fare il pasticcere! E a forza di giocare, giocare, giocare, è nata la Pasticceria Nobili: pasticcini e torte a domicilio su ordinazione.
Tant'è che ci sono certe serate in cui non si lascia scappare l'occasione di preparare qualche prelibatezza. Dico prelibatezza a ragion veduta. E gli do anche un bel 10 e lode.
Ieri era il compleanno di Marcella erano invitate cinquanta persone, e lui si è presentato a Genova con i cabaret dorati, finemente impacchettati, pieni di cannoli, bignè, crostatine di frutta, croccanti, creme alla vaniglia e al cioccolato, panna montata. Un successone! E lui, bello e riservato, fiero bancario pasticcere, mescolato in borghese tra gli invitati, stava silenzioso ad osservare le loro smorfie di ludibrio.
E' stato difficile tenere da parte qualcosa da far assaggiare ai nonni!
Siamo solo all'inizio di questa bella carriera parallela che certamente gli darà tantissime soddisfazioni. Noi tutti gli auguriamo di continuare con lo stesso entusiasmo di oggi.
Vi pare possibile che non abbia ancora visto "La finestra di fronte" di Ozpetek?!

giovedì, marzo 15, 2007

O SIGNORE...

E' che io ho uno squarcio dentro. Da lunedì i miei pensieri sono come la pallina di un fliper che rimbalza di qua e di la all'impazzata. La ragione non accetta, i sentimenti sono disorientati, le parole non riescono a spiegare bene lo stato d'animo, il pensiero dice solo: No, no, no, no!
Ieri Cortina era uno splendore. Sarà difficile dimenticarla così bella. I parenti, gli amici hanno seguito la messa e poi quelle due bare attoniti in un fiume umano fino al saluto.
Li hanno seppelliti assieme Toni e Claudia nel cimitero di Cortina. Sono davvero felice di questo. Tutta la messa ho guardato in alto, immaginandoli sereni per mano a guardaci singhiozzare. Conoscendo Toni (Claudia purtroppo non ho fatto a tempo a conoscerla) credo che avrebbe tanto voluto venire giù a salutarci calorosamente tutti. Mancavano solo loro due tra noi.
Ma come si fa a rassegnarsi. Noi che si resta sulla terra con questa lancia dritta nel cuore. Questo atroce dolore non ha pace.
La voce di Toni in questi giorni rintrona nel cervello. Il suo accento Padovano ronza nella testa. Non si trova tregua. Ma gli sorrido perchè so che è felice con la sua Claudia.
Signore, che modo strano hai scelto di sposarli. Chissà che meravigliosi progetti hai per loro. Perdonaci se da quaggiù non riusciamo a capire.

Unisco qui di seguito le belle parole che mio marito ha avuto anche la forza di leggere durante la messa, con molte pause, con la voce a volte tremante e le lacrime appese a un filo. Ogni tanto verrò a rileggermele.

Cortina 14 Marzo 2007

Ciao Toni,
ci siamo sentiti Venerdì scorso come abbiamo fatto centinaia di volte. E siccome mi hai salutato dicendomi “ ci sentiamo la prossima settimana”, eccomi qui ad onorare l’appuntamento. Ho avuto il privilegio di godere della Tua stima e della tua Amicizia e questo mi riempirà di gioia per sempre. Ogni volta che mi chiamavi, mi stupiva e mi affascinava quell’aria da bravo ragazzo e la dolcezza di cui eri capace. Perché lo sei sempre stato un bravo ragazzo. Perché davi il giusto valore alle cose che contano. Perché volevi sentirti libero e allo stesso tempo ripagato per quella onestà che mettevi in tutto. Il Tuo sorriso, le Tue immancabili pacche sulle spalle e quell’aria un po’ assonnata poi, ti rendevano simpatico a pelle. Ma in Te ho ammirato sempre un'altra cosa speciale; la riconoscenza di cui eri capace. In tanti anni, non Ti ho mai sentito giudicare con leggerezza qualcuno. Se proprio certe situazioni non Ti piacevano, cercavi di tenerle a distanza per non sprecare il tempo prezioso che Ti rubavano. Lo stesso tempo che oggi Ti è venuto a mancare per dare forma a quello che sognavi, e cioè Vivere. Vivere con Claudia e costruire insieme a Lei la Tua Storia. Claudia di cui spesso mi parlavi, ma che ho il rimpianto di non aver mai conosciuto. Vivere la professione di Agente che tanto amavi e per la quale immaginavi oggi tante cose. Per me inoltre sei stato e resterai sempre, l’inconsapevole strumento del felice incontro con mia Moglie. Non potrò mai dimenticare quegli istanti nel 1992, quando hai voluto con insistenza presentarmi la figlia di un Collega. Francesca ed io non abbiamo mai dimenticato quel giorno e quel Congresso. E da allora, hai sempre occupato un posto speciale nei nostri cuori. Mi mancherai. A tutti noi mancherai tremendamente, mentre cercheremo invano di capire cosa sia successo e perché. Ma forse non c’è niente da capire se non che il Tuo destino e quello di Claudia doveva purtroppo passare per quella coltre bianca che Vi ha coperto, unendovi per sempre, e non per altre più semplici e scontate vie.
Ti voglio immaginare in alto, molto più in alto di ogni cielo azzurro e di queste montagne che così profondamente hai amato. In alto dove potrai fare volare quell’aquilone che abbiamo come simbolo e nel quale Ti ritroveremo sempre. Da lassù, nelle giornate che ingigantiscono la maestosità delle Tue Dolomiti, volgi ancora e per sempre il Tuo sguardo su quelli che Ti hanno amato ed aiutaci a non dimenticare mai quello che ci hai insegnato con la semplicità dei veri Campioni.
In Friuli, si salutano gli amici e le persone care dicendo “Mandi”. Un termine dialettale che non vuole semplicemente dire: ciao o arrivederci. Vuol dire “ Le mani di Dio sono su di Te e Dio ti proteggerà”. E allora: Mandi Toni, Mandi da Udine, da Palermo , da Roma , da Firenze, da tutta l’Italia. Mandi da parte di tutti gli amici di sempre del Gruppo che avrebbero voluto abbracciarTi mille volte ancora
Che il Signore abbia cura di Te e della Tua amata Claudia.
Amen

martedì, marzo 13, 2007

QUIZ DA VERI BLOGGER


Se nel febbraio 1969 la bambina di destra aveva quasi cinque anni e quella di sinistra quasi due... ora che siamo nel 2007 e domani è proprio il 14 marzo... chi sa dirmi quanti anni compie il misterioso teletubby rosso?
Auguroni belli, stellina. Baci, abbracci e stropicciamenti a cifra tonda!
P.S. Qualcuno sa dirmi anche chi è?

UNA PREGHIERA


Attraversare il prato pieno di margherite, e di nontiscordardimè cercando di non calpetarli. Bearmi del viola dei muscaris e delle violette nati qua e la nel giardino. Stendere questo buon profumo di pulito. Lasciarmi accarezzare dal lieve vento. Incantarmi a fissare quel limpido blu. Che meraviglia di giornata! Il tuo sorriso e la tua voce ronzano prepotenti nei nostri pensieri. Il tuo calore, la tua risata ci accompagneranno sempre. L'intensità dei tuoi abbracci e le tue pacche sulla spalla da amicone rimarranno scolpiti nella memoria. Ci stai già fissando da lassù e noi neanche ci vogliamo credere. Domenica a Cortina dev'essere stata una giornata bella così. Tu e lei, felici e radiosi sulla neve, spensierati e innamorati.
Quella valanga in un soffio vi ha portato via.
Il Signore vi prenda con sè nel suo immenso abbraccio e sopporti le nostre lacrime.

mercoledì, marzo 07, 2007

AUGURI, DONNE!


Ho fatto scorta di fiori, uno più bello dell'altro. Ho scelto quelli che sembrano veri, quelli romantici, quelli grintosi, quelli che mozzano il fiato per il loro colore. Gli altri li ho lasciati alla concorrenza.
C'erano anche le gialle mimose e domani è l'8 Marzo.
Mimose che non appassiscono, da lasciare nel bicchiere delle penne.
Queste penne fiore mi danno sempre una gran soddisfazione, piacciono a me, ma soprattutto a chi me le compra. Sono al quarto riassortimento in meno di un anno. Le confeziono così.
Evviva le donne! ... ma assolutamente evviva anche gli uomini!

domenica, marzo 04, 2007

BOMBONIERE BATTESIMO




Il suo non è un rosa baby, neanche un rosa carne o un rosa antico. Questa principessa ama il rosa lampone. Quel rosa un po' più carico, che non è proprio un fuxia, ma siamo lì. E' un bellissimo rosa: sta bene con il bianco, con il rosa chiaro chiaro (quel punto di rosa baby raffinato), con tutti i verdi, anche quello acido.

E' uno spasso creare quando c'è qualcosa che dà il la, come nel canto. Così nascono le cose tutte particolari, che capisci che sono di quella persona lì e di nessun'altra.

Ecco, tesorino caro, queste sono le bomboniere per il tuo battesimo. Le tue e di nessun altro. Che la tua mamma e il tuo papà lasceranno in mano a tutti perchè rimanga un segno di te nelle case di chi ti ama, perchè sanno di te e perchè quando uno le guarda sussurrano "Mariasofia".

venerdì, febbraio 16, 2007

CARNEVALE




L'anno scorso da "topolona", come diceva lei. Le era piaciuto tantissimo. Tanto da non essersi mai levata la cuffia con le orecchie in tutta la mattinata del martedì grasso, neanche in mensa all'ora di pranzo.
Quest'anno la scelta è stata sofferta. Quel vestitino tutto lustrini bianco con le alucce che aveva ereditato da Marta si prestava ad essere "farfalla". Le ho detto: - Dai, poi facciamo un cappellino con le antenne, ci mettiamo la cremina con gli sberluccichi sul viso e sulle mani... (NO!). Oppure ci possiamo fare il vestitino di Trilli di Peter Pan. Dai, ti pettino con i capelli raccolti in alto, ti faccio i pon pon da attaccare sulle scarpine, sberluccichi... (NO!). Poi, leggendo un bel libro di Biancaneve e i sette nani, le ho strisciato lì: - E Biancaneve? (NO! Ha la gonna!).
Oimemì! Ma allora il problema è la gonna. Ora ti frego. E indicando un nanetto del libro, le ho detto sottovoce: E se ti vestissi............ (DA SETTENANO!).

Ce l'abbiamo fatta. Ha scelto. Da "settenano". Così mi sono messa all'opera.

Ehi oh, ehi oh, andiamo a lavorar. La la la la la la la la la la la...

Ed ecco a voi il "settenano". Tutto fatto a mano, cinturone compreso.




domenica, febbraio 11, 2007

TANTI AUGURI PRINCIPESSA


Sarà che ogni mamma ed ogni papà si innamorano di quei batuffoli appena nati, sarà che il sangue del tuo sangue ti strappa anche il cuore, sarà che prima di lei sono nati due gran bei maschiotti... Io non so cosa sia stato, ma da quando è nata Chiara Maria il suo papi, io ed i suoi fratelli abbiamo creduto di avere dato alla luce una principessa. Forse in ogni casa c'è una princi, ma a ognuno pare di avere quella vera. Quella principessa che, anche se ti fa dannare, ti fa sciogliere gli occhi e il cuore. E se fa la birbante... al massimo la chiami Princicapricci.
Tanti auguri, principessa del nostro cuore.

giovedì, febbraio 08, 2007

TUTTO TACE

.... ma io lavoro.
A presto!
Franci

venerdì, febbraio 02, 2007

GNOCCHI DI ZUCCA


Quando ho sposato il mio maritino ero un fuscello di 48 kg per m 1,62 di altezza. Troppo magra! Son sempre stata piccina in tutti i sensi, ma per fortuna senza grossi difetti. Mangiavo come un uccellino solo per sopravvivenza e sempre con un po' di inappetenza. Il caso ha voluto che io vincessi, sposando il mio principe, una suocera maestra di cucina. Da mangiare, invece, mi è sempre piaciuto farne e non mi è parso vero di avere una maestra in questo campo. La mia mamma, è notorio, per far da mangiare non è che si sia mai fatta in quattro.
L'appetito vien mangiando si dice.
Guardando le foto di un bel po' di kg fa ne ho le prove.
Vi faccio assaggiare i suoi buonissimi gnocchi di zucca, che ormai fanno parte dei nostri piatti golosi.

INGREDIENTI:
1 kg zucca (scegliere quelle fatte un po' a pera, con la buccia chiara, leggermente ruvida)
200 gr farina
1 uovo
(niente sale!)
ricotta affumicata e burro per il condimento

Fare cuocere la zucca, pulita e tagliata a cubetti, nel forno caldo a 180°.
Mettere sul fuoco l'acqua come per la pasta, ma leggermente più salata.
Preparare il burro fuso e, a parte, la ricotta grattugiata a scagliette che serviranno dopo per condire.
Mescolare zucca, farina e uovo.
Fare cadere nell'acqua bollente il composto a piccole cucchiaiate (usare due cucchiaini per aiutarsi). Quando vengono a galla, scolarli bene con la schiumarola.
Condire con burro fuso e ricotta affumicata a piacere.

Buon appetito!
P.S. Ditemi se vi sono piaciuti.

lunedì, gennaio 29, 2007

IN PROGRESS


Io mi beo di nastri, fiori, tessuti, bottoni. Mi beo dei miei lavori quando li ho finiti, me li guardo, me li rimiro e mi danno gioia allo spirito. Me ne gusto i colori, anche mentre li produco, mentre prendono forma. Ora sono all'inizio e queste nuances già mi allietano la vista. Non sono neanche a metà dell'opera che già la passione e l'amore che ci metto si sprigiona. Che gioia!

domenica, gennaio 21, 2007

I FORNITORI


Che bella Treviso! Forse c'ero già stata, ma non me la ricordavo così bella. Tutti quei canali, quegli archi sull'acqua, quelle case basse e curate. Ci tornerò col bel tempo, lo giuro, merita. Per le strade un sacco di gente. Pareva Natale.
Siamo andati a trovare Ezio. Ezio è finalmente felice e noi lo siamo con lui. Ama riamato Paola. E vissero felici e contenti. Auguri per sempre!
Già che eravamo in viaggio siamo andati fino a Mussolente. Era un bel po' che ci sarei voluta andare. Sono sempre in cerca di nuovi fornitori. Tessuti a buon prezzo, ma di qualità. Conjugi Eger era la nostra meta. Un'azienda tessile con annessa fabbrica di tessuti. Purtroppo vende ai grossisti, per fortuna ha aperto al pubblico uno spaccio di tessuti da arredamento bellissimi e a buon prezzo. Qui a Udine non li trovo. Ogni stanza un colore. Da diventare matti. Certo, non è dietro l'angolo per noi. Beato chi abita in quella zona. Peccato non poter comprare dalla intera collezione. MMMMMmmm che peccato!

N.B. Se qualcuno fosse così gentile da indicarmi buone fonti gliene sarei davvero grata. I "miei negozi" sono di tessuti, merceria e colori.

lunedì, gennaio 15, 2007

CUORICINI ROSSI


Ho appena accompagnato Giovanni a Catechismo.
Sono un po' di volte che me la sento colare giù dalla schiena, che mi aspetto una vocina che mi dice, come due anni fa, quando Matteo ha fatto la sua prima confessione: "Francesca, tu che sei tanto brava a cucire... sai... pensavamo... durante la prima confessione di dare ai bambini... in cambio di un cuore di pietra che preparano loro... un cuore morbido, soffice... che rappresenti la sensibilità...". Capito tutto io. In un secondo è arrivata la sola!
Mapercarità, lo si fa volentieri.
E io, con le spalle al muro, chiedo timidamente "Quanti?". Risposta: "Quarantotto". E io: "Ah!".
Maperlamordidio, l'ho fatto volentieri.
E chissà se quest'anno, che tocca a Giovanni, qualcuno si ricorda di nuovo che "son tanto brava a cucire"!

sabato, gennaio 13, 2007

TORTA DI PANE


Be', il titolo di questa torta non le dà quel non so che, come potrebbe essere "torta rustica caramellata di pere e mele al profumo di limone".
E' vero, ma non è che una facilissima e squisitissima torta di pane. Purtroppo ne vado matta. Purtroppo per la linea e perchè sono intollerante al lievito.
Provate a farla e sappiatemi dire. E' una torta da merenda o da colazione della domenica mattina. Ricordatevi che è più buona il giorno dopo averla fatta.

INGREDIENTI: (dosi per una teglia piccola, nella foto è doppia dose)
100 gr pane secco, rotto a pezzetti
400 ml latte
1 cucchiaio colmo di farina
3 cucchiai di zucchero (+2 cucchiai da cospargere sopra, prima di infornare)
1 uovo
50 gr uvette
50 gr pinoli
1 mela (meglio se renetta)
1 pera (meglio se kaiser)
la scorza di un limone (solo il giallo)
pochissimo burro


Ammollare il pane secco nel latte (fino a che non sarà ben inzuppato) e le uvette nell’acqua tiepida .
Intanto tagliuzzare finemente la scorza di un limone col coltellone affilato o con la mezzaluna.
Accendere il forno ventilato a 180° (il mio forno è forte e lo metto a 150°, la temperatura alla quale cuocio la pizza)
Mischiare bene il pane e aggiungere mescolando: uvette, pinoli, farina, 3 cucch. zucchero, l'uovo e la scorza di limone.
Tagliare a pezzettini la mela e la pera e unirle all’impasto.
Versare il tutto in una teglia imburrata, cospargere con due belle cucchiaiate di zucchero e riccioli di burro a piacere.
Infornare e cuocere 50’ circa (fino a che diventa un po’ scuretta e lo zucchero caramella un po’).

Buona colazione della domenica.

lunedì, gennaio 08, 2007

COPERTA CASETTE PATCHWORK


Eccola qui la mia opera somma. Fatta con le mie manine, nel tempo che una mamma può avere tra un pancione e l'altro, tra tre pance per la precisione. Ogni volta che arriviamo nella nostra casetta di montagna, lei è lì a darci il benvenuto, a rallegrarci. Prima o poi avrò anche il tempo di fare quelle per i miei tre bambini. Le ho già tutte e tre in mente (una già a metà dell'opera). Speriamo di finirle prima che vadano a militare! .......... Si fa per dire!

IL GIORNO DI NATALE


Ma a voi questa pare una foto del giorno di Natale?!
La neve, il freddo.....
Camogli superstar il giorno di Natale.
E c'era chi faceva il bagno! Un po' esagerato, ma è la verità.

giovedì, dicembre 21, 2006

BUON NATALE

Buon Natale a tutti! A tutti quelli che leggono il mio blog. Chissà chi siete! Io cerco di guardavi in faccia. Mi immagino le facce di chi conosco, ma non so se mi leggono... le facce di chi non conosco so che ci sono, ma non le vedo... Chi sarete da Avellino, Pontedera, Sassari, Bompensiere, Trastevere, Sacile, Tokyo, London, Paris, Madrid, Carregado, Monterrubio De La Sierra, Affoltern, La Roche?! Grazie comunque di entrare nel mio mondo dalla finestra. Siete come delle meteore, lasciate una traccia vana e volate via.
Cugi, ci sei? Mafe, ci sei? Laura, ci sei? Chicco, ci sei? Gni, ci sei? Giorgia, ci sei? Anna, ci sei? Valeria, ci sei? Leena, ci sei? Mariangela, ci sei? Zia Robi, ci sei? Elisa, ci sei? Matteo, ci sei? Gerda, ci sei? Elena, ci sei? Viviana, ci sei? Chissà chi c'è che conosco. E quelli che non conosco, chissà come mai passano di qui.
Buon Natale a tutti, di cuore, con un abbraccio stretto come faccio sempre. L'amore sia con voi, la serenità, la prosperità, la fortuna.
Buon Natale, Merry Christmas.

martedì, dicembre 19, 2006

SUOR LEENA



Dolcissima Leena, magrissima e alta, dolce nei lineamenti e nel modo di fare, con la testa che dondola come fanno gli indiani per comunicarti consenso o gentilezza. Delicatissima Leena, con una voce che, quando canta sull'altare, va su su su su su acuta e potente senza sforzi. Carissima Leena, piena di attenzioni, con quel raro sesto senso che le fa intuire tutto al volo, anche gli umori della gente. Generosissima Leena, muove le montagne per riuscire ad aiutare chi ha più bisogno. Serissima Leena, imperturbabile, incorruttibile, va dritta alla meta senza mezze misure. Se deve dirti il bello te lo dice, se deve dirti il brutto te lo dice, sempre con garbo, ma te lo dice. L'ipocrisia non è il suo forte, la schiettezza sì. Grintosissima Leena, ha diretto l'asilo con maestria barcamenandosi tra genitori più o meno meritevoli, brave insegnanti, bimbi anche impegnativi e Don Tarcisio che.... basterebbe solo lui! Vera amica Leena, quando era qui e ora da lontano.
Quando se ne è andata via, due anni fa, ho pianto. Lacrimoni a vederla sul palco della recita travolta dagli applausi di tutti quelli che le volevano bene. Le abbiamo regalato una valigia. Il biglietto diceva:"... per andare e per tornare". Chissà se tornerà un giorno a trovarci a Udine. E se no, un giorno, andremo noi in India. E' una promessa. Perchè le amicizie vere sono per sempre.
Grazie per essere capitata nella nostra vita, anche se veloce come una meteora.
Ciao,stellina.
Taaanti auguuuri aaa teeeee
Taaanti auguuuri aaa teeeee
Taaanti auguuuri cara Leena
Taaanti auguuuri aaa teeeee.

domenica, dicembre 17, 2006

TOVAGLIA A MARGHERITE

Il mio maritino ed io vorremmo la casa nuova anche per poterci mettere un bel tavolo da 12 in cucina. Non è quello l'unico motivo, anzi, ma quella del tavolo grande è sempre stata una nostra passione. Sarà che siamo già in cinque noi. Sarà che i nostri più cari amici sono in sei. Sarà che a noi la tavola piace in compagnia... insomma, bisogna proprio cambiar casa. Siamo lì lì. Due settimane fa ho avuto incarico di fare una tovaglia su misura per un tavolo rettangolare. Un signor tavolo di 1m X 3,5m. Che bel tavolo! E' venuta bella con tutte le margherite dipinte sul tessuto bianco e beige. Diciotto tovaglioli, quattro sottobottiglia. L'unico rammarico: non poterla fotografare sulla tavola apparecchiata. Non ho ancora cambiato casa. Sigh!

LE OLIVE DELLA NONNA


La produzione dell'ulivo della nonna Rosetta, quest'anno, è stata generosa. Io ho ancora nelle orecchie la risata di Chiaretta quando quest'estate in Sardegna le ho mostrato un albero carico di prugne viola. Le sarà sembrato ridicolo. Avrà creduto che fosse uno scherzetto. Era abituata a vederle dal fruttivendolo, lei, le prugne! A Pasqua, dopo aver raccolto dalla nonna con papà e fratelli tutta quella opulenza, mi ha chiesto sottovoce: "Ma si mangiano?".
E' stato bello raccoglierle, ma anche prepararle, invasarle e confezionarle (aglio, olio, peperoncino e origano)con mani amorevoli.
Nel biglietto arrotolato c'è un intenso scritto che riassumo così: "Godete tutti di questo ben di Dio. Buon Natale a tutti."

domenica, dicembre 10, 2006

CUORI PATCHWORK


Ah sì sì... quando ho inventato come fare questi cuori (non sono applicati!) ero così gasata che mi sono giurata che gli avrei dato onore. Il metodo merita una coperta patchwork a cuori, soprattutto un corso di patchwork ad hoc. Aspettate solo che traslochi e che abbia i miei grandi spazi e lo organizzo. Chi vorrà, verrà ad imparare. Se Germana, la mia seconda maestra di patchwork, sapesse come ho impiegato i primi che ho fatto, mi leverebbe il saluto! Sono andati ad impreziosire lussuosi sacchi-scarpe e i miei primi salva padelle. Be', erano più di 70, li ho venduti tutti e sono soddisfatta, ma giuro che non è finita qui. Li rifarò, li rifarò.

mercoledì, dicembre 06, 2006

QUESTA E' BELLA!

Oggi una nuova coppia è venuta a vedere il nostro appartamento, che è in vendita. Lui alla fine, dopo aver apprezzato la mia casa con parole gentili mi dice:
- "Ma lei non è friulana, signora!"
- "No. Perchè me lo chiede?"
- "E' sudamericana?"
- "SU-DA-ME-RI-CA-NAAAAAAAAAAAAAAAA! E perchè mai?!"
- "Perchè, lei usa i congiuntivi con una proprietà assoluta e qui è difficile sentire una grammatica così."
- "Guardi, io sono genovese... forse le potrei essere sembrata brasiliana! In realtà sono figlia di professoressa di italiano e difficilmente mi potrebbe cogliere in fallo!"
- "Io son professore di italiano al liceo e le posso dire che, tra i miei alunni, quelli che fanno più uso dei congiuntivi sono i sudamericani."

ndr. Povera Italia ignorante!

martedì, dicembre 05, 2006

ODE AI MEZZI TELEMATICI


La mia mamma, ora nonna Tetè, da quando sono partita per Udine col mio principe azzurro, dice "il telefono la tua voce". Mai una pubblicità ha incontrato la sua benevolenza. Questa sì. Senza il telefono io impazzisco. Mi è bastato passare quattro giorni senza telefono per uno stupido disguido di pagamenti di fatture con il nuovo gestore, che stavo per dare di matto. Senza sentire mia mamma, mio papà, mio fratello, mia nonna, l'amica del cuore, ... ma ora, ragazzi, posso dire: senza internet, senza posta elettronica, senza blog, senza la web cam con la quale vedo la mia sorellina d'acquisto e i suoi bimbi in Argentina. Per me, che abito lontano da tantissimi affetti, è diventato un mezzo amato, anzi amatissimo.
Oggi finalmente posso chiedere alla mia amica di Genova: vuoi le grucce grandi o piccole? Vuoi nastro rosso scozzese o anche a quadretti? Dimmi che produco.

COPRIPIUMINI


"Mi faresti un copripiumino per il lettino di Leonardo?"
Avrei un avanzo di tessuto che ho già utilizzato nella sua cameretta, ma è un pezzo piccolo. Non so se ti possa servire".
Ma certo. Tutto serve! E dove non arriva il tessuto... arriva il pennello.
Si sceglie assieme il disegno. E poi si produce, con passione. E secondo me questa passione si intravede in certi lavori.
"Me ne fai un altro?"

mercoledì, novembre 29, 2006

PENNE FIORE


Il Natale incalza. Le manine hanno da fare, ma anche la testa!
Io avrò avuto 6 anni. La signora Avegno dice alla nonna Gina, che le ha appena fatto un bellissimo tailleur: "Ah, signora Gina come vorrei avere le sue mani!" e la mia nonna "Signora Avegno, non sono le mani... è la testa!".
Io sarò stata alta un metro e un gingerino, ma ascoltavo sempre attentamente e questa frase mi ritorna ancora oggi alla mente.
Ogni volta mi viene da sganasciarmi.... ma sono sante parole. La manualità c'è o non c'è. Io non mi ricordo neanche più di averla, però so che mi piace vedere il risultato. Quello che invece non si vede proprio sono tutti i ragionamenti che faccio prima. A volte la testa frulla così tanto che non riesco neanche a prendere sonno.
Ora il Natale incalza. Le manine laboriose producono, ma anche la testa non scherza e crea.
Ho scelto i fiori più belli (sembrano veri) per fare le mie vendutissime penne-fiore. Quella penna che deve stare vicino al telefono e guai a chi la sposta. Provate un po' a mettervela in tasca!
(Tutti i fiori del cesto sono penne.)

martedì, novembre 21, 2006

I CONFETTI DI MARTA


Quando faccio qualcosa per qualcuno, mi faccio rapire dai sentimenti che questo qualcuno provoca in me. Marta (di cui sono madrina di battesimo e ne sono fiera) per il giorno della sua prima comunione mi "diceva" AMORE AMORE AMORE. La prima comunione è un momento magico per una famiglia di credenti. Come il giorno del battesimo. Presenti la tua creatura al Signore. E attorno a tutti aleggia un'atmosfera intensa e mistica. Come se un'aura di AMORE fosse visibile e tangibile attorno a tutti. AMORE per la vita, AMORE per la famiglia, AMORE per gli altri, AMORE per la natura, i suoi colori, i suoi profumi. AMORE. Per i confetti di Marta sono nati questi cuori di lino.
Ora sono al lavoro per i confetti di una batuffolina che sembra una principessa. Benarrivata, tanto attesa, Mariasofia.

domenica, novembre 19, 2006

LA MIA "TRE GIORNI" GENOVESE


E' andata! Siamo tutte sopravissute alla nostra "tre giorni" genovese. Ora siamo tutte stanche, ma felici. Emanuela, fiera padrona di casa, ha accolto la moltitudine di clienti accorse incuriosite. Un po' di fermento, un po' di concentrazione per dedicarsi a tutti, un po' anche di rassegnazione nel vedere le sue belle vetrine invase da altri generi merceologici, tanta professionalità, e tanta efficienza. Sara, indispensabile e precisissima collaboratrice, non ha fatto mancare nulla a nessuno. Camilla, invece, non ha resistito ed è scesa in negozio continuamente per imparare un mestiere che già le scorre nel sangue. Giovanna, con i suoi nettari di bellezza e la sua carica irrompente, ha deliziato le pelli delle signore in vena di trattarsi bene. Arianna, con il suo piglio milanese, ha vestito le clienti con giacche da mille e una notte. Le signore dell'"ape malandra", hanno messo in mostra i loro raffinati cachemirini. La dolcissima Francesca, che si chiama come me, ha fatto tintinnare le sue apprezzatissime collane in pietra dura tra le mani di tutte. E io ho presentato la mia allegra mercanzia ad un pubblico nuovo, tra una boccata di aria di mare e l'altra. Questo era il mio angolo.
Un caloroso grazie per la preziosa opportunità a Emanuela, e un abbraccio, oltre che a lei, anche a tutte le mie "colleghe" che hanno goduto assieme a me questi tre intensissimi giorni.

venerdì, novembre 10, 2006

LAVORARE IN SERIE


A me sembra ovvio perchè questa cosa l'ho imparata da piccola, ma ormai mi sono accorta che nulla sia mai ovvio. Ieri ad una mia cliente che mi è venuta a trovare mentre dipingevo 50 margherite l'ho dovuto spiegare. Se bisogna dipingere delle margherite bianche col bottone arancione, prima si dipingono tutti i bianchi per 50, poi tutti gli arancioni per 50. Non è che le margherite, se sono ancora solo bianche, sono un po' mosce. Vuol dire che io sono solo a metà dell'opera!
Quando il mio secondo genito era appena nato, mi sono imbarcata in una cosa che mi appassionava da anni, ma che non avevo mai avuto modo di imparare. Il patchwork. E uno dice... ma dovevi proprio aspettare di avere un bambino di due anni e uno di due mesi da allattare per affrontare una tale "montagna"? Ma questa si chiama passione. Quando c'è la passione il tempo si trova. Si aspetta che i pupi dormano, si approfitta di quando il marito è via per lavoro e si lavora fino a mezzanotte incuranti della stanchezza. Quell'estate ho fatto il corso base di patchwork e sarà che sono tanto portata ho deciso di fare subito una coperta. Mi sono appassionata. Quilt bianco e rosso a casette tutte uguali, ma in tessuti diversi. Per far la prima sarà che era la prima ci ho messo un pomeriggio intero. Mi sono detta : "Di questo passo non finisco più!". Allora sarà che in certi momenti mi si accende una lampadina le altre 11 le ho fatte in serie, e in una settimana erano pronte. (Confesso che per finire il mio amato quilt ci ho messo di mezzo un altro pancione, allattamento incluso). Ora sarà che, quando si vende, a queste cose si bada di più certi lavori li faccio in serie... costano meno.

mercoledì, novembre 08, 2006

GREMBIULI DA RICEVIMENTO


Un bel giorno decisi di buttarmi in quest'avventura. Lavorare in ufficio, con tre bimbi, sarebbe stato troppo. Sapete com'è... bimbi malati... estate... Allora feci di tutte le mie arti un fascio e mi inventai questo nuovo lavoro. I grembiuli furono in assoluto il mio primo manufatto. Partii dall'idea di realizzare dei grembiuli da cucina un po'più civettuoli del solito, per poter anche aprire la porta agli invitati mentre stavo ancora cucinando gli ultimi manicaretti. Mi è piaciuto da subito realizzarli in tanti tessuti diversi. Mi faceva allegria. Oggi ad una festicciola di bimbi ho rapito tre mie amiche e le ho incastrate a fare le "indossatrici".


LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, novembre 06, 2006

SALVAPADELLE


Ma voi cosa ci mettete tra una padella antiaderente e l'altra? Io ci ho sempre messo la carta Scottex. Dopo un po' di mesi però si stropiccia e si sciupa. Un giorno mi sono detta: ecco cosa devo fare... dei "salvapadelle". Be', non è che sia un'idea geniale, però è un regalo un po' diverso dal solito. Sono in misto cotone, belli grandi (25cm di lato), vanno in lavatrice, non stingono, fanno il loro uso e sono allegri. Les voilà!


LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).