Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query CROCCANTE. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query CROCCANTE. Ordina per data Mostra tutti i post

giovedì, ottobre 25, 2007

CROCCANTE ALLE MANDORLE

Sabato a cena in trenta. A casa nostra.
Mia mamma, quando le do queste notizie, mi dà della pazza. Ma io invece sono felice.

Oggi mi avanzava un’oretta e ho deciso di fare, intanto, il croccante... tanto per portarmi avanti.
Mentre stavo versando questa buonezza incandescente e profumata dalla padella antiaderente sul marmo bagnato della cucina un malsano pensiero mi ha attraversato la mente:
Occazzo, ma le altre volte lo versavo nella teglia… sarà mica che poi non riesco a staccarlo dal marmo? No, dai, sì che si staccherà. Basterà sollevare un angolino con la spatola…
Ultime parole famose. Il magma solidifica. Impossibilissimo il distacco dal marmo.
Cazzocazzocazzo, e ora? Ci vuole la spatola. La spatola non basta!
Oddioooooo, se lo scaldo si scioglie, ma hai voglia sciogliere col calore ‘sto caramello con le mandorle che sembra vetro.
Il cacciavite e il martello! Almeno il grosso lo scalzo via
.


Mi scapperebbe la pipì. Sorvoliamo.
Il marmo della mia cucina nuovaaaa!
Chiamo la mia amica Laura che è ironica e mi salva dal pianto. Lauraaaaaaaaaaaaaaaa aiutooooooooo! Vado di cacciavite e martello. Caaazzzoooo, schizza dappertutto. Ci vuole un tovagliolo sopra per fermare le schegge. Dio mio aiutami, dammi la calma di sempre, ti prego. Ora lo straccio bagnato di acqua bollente, che trattandosi di zucchero, si dovrebbe sciogliere. Dai che ce la puoi fare. Sì sì, viene via. Ci vuole tanta tanta pazienza ma viene. Signore ti ringrazio che sono da sola e mio marito non sta assistendo a questo incidente casalingo, sennò le sentivo anche!

Ecco fatto. Ora pulire tutta la cucina tempestata di schegge di caramello, compresi il tappetino e le ciabatte che si fa prima a cacciare il lavatrice. Pulire anche martello e cacciavite appiccicosi che non è il caso.
Bilancio finale:
- cucina pulita come lo era a mezzogiorno, quando ho cominciato
- croccante in frantumi, pronto per un futuro semifreddo
- un ferito: il mio dito sfregiato dal caramello che sembrava vetro
- dolce da rifare… e non so se lo rifarò
- pranzo saltato
- giramento di coglioni a elica e umore discutibile
- perdita di preziosissime ore del mio tempo
Omiodio, sono le h15 50' e devo correre a prendere i miei bambini a scuolaaaaaaaaaa. E la pipì che mi scappa? Be’ quella può aspettare ancora una mezz’oretta. Oddio, speriamo.

Ah, dimenticavo:
500gr di mandorle con la pelle (per i celiaci cercate mandorle consentite dal prontuario per celiaci)
500gr di zucchero
4 cucchiai d'acqua

Mischiare zucchero e acqua.
Mettere il tutto in una padella antiaderente a fuoco medio.
Versare in una teglia di alluminio o sul marmo, ma dopo averli unti di olio.
Appiattire bene il croccante aiutandosi tenendo in mano mezzo limone.
Lasciar raffreddare.
Staccare facendo pressione da sotto alla teglia e spezzare con le mani.

Udine, 29 novembre 2007

Oggi ci ho riprovato!
E' venuto benissimo.
Volevo darvi la prova che sarebbe bastato non scordarsi di ungere il marmo.

martedì, febbraio 15, 2011

INSALATA DI CESARE


Inventò questa deliziosa insalata il mitico chef Cesare Cardini che negli anni venti aprì un ristorante italiano in Messico.
Forse la inventò un giorno in cui in frigo c'era di tutto un po'!
Sul web ci sono infinite ricette che anche riportano infinite diatribe: acciughe sì, acciughe no, insalata romana, insalata brasiliana, Parmigiano sì, Parmigiano no, Worcestershire sauce sì o invece meglio di no...
A queste si aggiungono quelle della mia famiglia: "La prossima volta ne facciamo il doppio", "Mamma, ancora più crostini", "Posso lasciare le acciughe?", "Per me, ancora un uovo", "Io metterei ancora più insalata", "Eh, no! insalata meno!" ... e a me viene da ridere perchè intanto tutti hanno mangiato di gusto!

Io la faccio così perchè incontra il gusto della mia famiglia.

1 CESPO DI INSALATA BRASILIANA CROCCANTE
3 UOVA
6 FETTE DI PANE RAFFERMO
10 ACCIUGHE SOTTO SALE DELISCATE
1 SPICCHIO D'AGLIO
OLIO
ACETO
SALE
PEPE

Lavare, ovviamente, l'insalata e farla a piccoli pezzi.
Cuocere in camicia* le uova in acqua e aceto e lasciarle raffreddare.
Togliere la crosta alle fette di pane raffermo e tagliarlo a piccoli dadini. In seguito, rosolarlo in padella (io non metto assolutamente condimento).
Tagliare a pezzettini piccolissimi le acciughe.
Schiacciare lo spicchio d'aglio con lo schiaccia-aglio.
Condire con olio, aceto, sale e pepe.
Mescolare delicatamente e a lungo.
(Per un miglior condimento sbattere acciughe, aglio, olio, sale, pepe in modo da ottenere una salsina omogenea.)


*UOVO IN CAMICIA:
Un pentolino quasi pieno d'acqua... aggiungere un cucchiaio d'aceto... spaccare un uovo in una ciotolina... farlo scivolare nel pentolino di acqua/aceto bollente... attendere che cuocia uno o due minuti e raccoglierlo con la schiumarola. Cuoce il bianco e il rosso rimane liquido.

mercoledì, aprile 22, 2009

IN PROGRESS




Fare bomboniere è un po' come fare tante torte contemporaneamente.
Farina, uova, zucchero per tutte, ma in diverse quantità.
Mi preparo prima gli ingredienti e, per non incorrere in errori madornali, faccio un vassoio per ogni comunione.
Bisogna fare attenzione proprio quando sono simili, perchè sono diverse e non sembra.
Confetti di mandorle, confetti al cioccolato. Fettucce arcobaleno, fettucce verdi e blu, azzurre e blu. Biglietti ovviamente personalizzati. Chi ne vuole 65, chi 40, chi 20 blu e 20 azzurre. Calla sì, calla no. Una va spedita qui, l'altra va spedita la.
Una un'iniziale in un colore, l'altra un'altra iniziale in un altro colore.

Oggi ho fatto quel primo errore madornale: ho disegnato "Bea" su 60 sacchettini anzichè su 40.
Sto cercando ancora qual'è quell'imprecazione che darebbe sfogo alla mia rabbia, senza essere volgare.
Non la trovo. Cazzo!
... ma per fortuna nessun danno per le mie clienti.
Cazzocazzocazzo! (Come quella volta del croccante).

mercoledì, maggio 14, 2008

TORTA SOFFICE DI MANDORLE


C'è una meravigliosa pasticceria a Genova, ma anche a Milano.
La famosissima Pasticceria Panarello.
Un loro cavallo di battaglia è una torta soffice alle mandorle che io ho sempre chiamato la Torta Panarello e non ho mai capito se abbia realmente un nome.
Questa è la mia copia tarocca della mitica Torta Panarello.
Ho riveduto e corretto una ricetta che le somiglia, fino a che l'ho trovata perfetta. Non uguale all'originale, ma perfetta per i miei gusti. Ridotto il burro, aggiustato lo zucchero...
Così mi piace tantissimo e riscuote sempre grande successo.
E' ottima servita con crema pasticcera o zabbaione o... così com'è.

Nella foto è in bella mostra affianco al croccante e al castagnaccio.


INGREDIENTI:

80gr FARINA “00”
80gr FECOLA
100gr MANDORLE PELATE
200gr ZUCCHERO
150gr BURRO a temperatura ambiente
4 UOVA
2/3 bustina LIEVITO per dolci
1 goccia di aroma di mandorle (in fiala)

Frullare le mandorle pelate assieme a metà dello zucchero.
Setacciare la polvere di mandorle.
Setacciare la farina + fecola + lievito.
Con le fruste elettriche sbattere le uova con l’altra metà dello zucchero.

Nell’impastatore unire gli ingredienti in questa successione: uova e zucchero + mandorle e zucchero + burro morbido + farina + fecola + lievito + aroma.
Frullare con l’impastatore fortissimo per almeno 5minuti d’orologio.
Ungere una teglia tonda, stando attenti a ungere i bordi fino in cima.
Cuocere in forno ventilato a 150° per 30minuti (se doppia dose, successivamente abbassare a 120° e cuocere ancora 30minuti).
Lasciare raffreddare.
Levarla dallo stampo, impiattarla e cospargerla di zucchero a velo.