venerdì, febbraio 16, 2007

CARNEVALE




L'anno scorso da "topolona", come diceva lei. Le era piaciuto tantissimo. Tanto da non essersi mai levata la cuffia con le orecchie in tutta la mattinata del martedì grasso, neanche in mensa all'ora di pranzo.
Quest'anno la scelta è stata sofferta. Quel vestitino tutto lustrini bianco con le alucce che aveva ereditato da Marta si prestava ad essere "farfalla". Le ho detto: - Dai, poi facciamo un cappellino con le antenne, ci mettiamo la cremina con gli sberluccichi sul viso e sulle mani... (NO!). Oppure ci possiamo fare il vestitino di Trilli di Peter Pan. Dai, ti pettino con i capelli raccolti in alto, ti faccio i pon pon da attaccare sulle scarpine, sberluccichi... (NO!). Poi, leggendo un bel libro di Biancaneve e i sette nani, le ho strisciato lì: - E Biancaneve? (NO! Ha la gonna!).
Oimemì! Ma allora il problema è la gonna. Ora ti frego. E indicando un nanetto del libro, le ho detto sottovoce: E se ti vestissi............ (DA SETTENANO!).

Ce l'abbiamo fatta. Ha scelto. Da "settenano". Così mi sono messa all'opera.

Ehi oh, ehi oh, andiamo a lavorar. La la la la la la la la la la la...

Ed ecco a voi il "settenano". Tutto fatto a mano, cinturone compreso.




domenica, febbraio 11, 2007

TANTI AUGURI PRINCIPESSA


Sarà che ogni mamma ed ogni papà si innamorano di quei batuffoli appena nati, sarà che il sangue del tuo sangue ti strappa anche il cuore, sarà che prima di lei sono nati due gran bei maschiotti... Io non so cosa sia stato, ma da quando è nata Chiara Maria il suo papi, io ed i suoi fratelli abbiamo creduto di avere dato alla luce una principessa. Forse in ogni casa c'è una princi, ma a ognuno pare di avere quella vera. Quella principessa che, anche se ti fa dannare, ti fa sciogliere gli occhi e il cuore. E se fa la birbante... al massimo la chiami Princicapricci.
Tanti auguri, principessa del nostro cuore.

giovedì, febbraio 08, 2007

TUTTO TACE

.... ma io lavoro.
A presto!
Franci

venerdì, febbraio 02, 2007

GNOCCHI DI ZUCCA


Quando ho sposato il mio maritino ero un fuscello di 48 kg per m 1,62 di altezza. Troppo magra! Son sempre stata piccina in tutti i sensi, ma per fortuna senza grossi difetti. Mangiavo come un uccellino solo per sopravvivenza e sempre con un po' di inappetenza. Il caso ha voluto che io vincessi, sposando il mio principe, una suocera maestra di cucina. Da mangiare, invece, mi è sempre piaciuto farne e non mi è parso vero di avere una maestra in questo campo. La mia mamma, è notorio, per far da mangiare non è che si sia mai fatta in quattro.
L'appetito vien mangiando si dice.
Guardando le foto di un bel po' di kg fa ne ho le prove.
Vi faccio assaggiare i suoi buonissimi gnocchi di zucca, che ormai fanno parte dei nostri piatti golosi.

INGREDIENTI:
1 kg zucca (scegliere quelle fatte un po' a pera, con la buccia chiara, leggermente ruvida)
200 gr farina
1 uovo
(niente sale!)
ricotta affumicata e burro per il condimento

Fare cuocere la zucca, pulita e tagliata a cubetti, nel forno caldo a 180°.
Mettere sul fuoco l'acqua come per la pasta, ma leggermente più salata.
Preparare il burro fuso e, a parte, la ricotta grattugiata a scagliette che serviranno dopo per condire.
Mescolare zucca, farina e uovo.
Fare cadere nell'acqua bollente il composto a piccole cucchiaiate (usare due cucchiaini per aiutarsi). Quando vengono a galla, scolarli bene con la schiumarola.
Condire con burro fuso e ricotta affumicata a piacere.

Buon appetito!
P.S. Ditemi se vi sono piaciuti.

lunedì, gennaio 29, 2007

IN PROGRESS


Io mi beo di nastri, fiori, tessuti, bottoni. Mi beo dei miei lavori quando li ho finiti, me li guardo, me li rimiro e mi danno gioia allo spirito. Me ne gusto i colori, anche mentre li produco, mentre prendono forma. Ora sono all'inizio e queste nuances già mi allietano la vista. Non sono neanche a metà dell'opera che già la passione e l'amore che ci metto si sprigiona. Che gioia!

domenica, gennaio 21, 2007

I FORNITORI


Che bella Treviso! Forse c'ero già stata, ma non me la ricordavo così bella. Tutti quei canali, quegli archi sull'acqua, quelle case basse e curate. Ci tornerò col bel tempo, lo giuro, merita. Per le strade un sacco di gente. Pareva Natale.
Siamo andati a trovare Ezio. Ezio è finalmente felice e noi lo siamo con lui. Ama riamato Paola. E vissero felici e contenti. Auguri per sempre!
Già che eravamo in viaggio siamo andati fino a Mussolente. Era un bel po' che ci sarei voluta andare. Sono sempre in cerca di nuovi fornitori. Tessuti a buon prezzo, ma di qualità. Conjugi Eger era la nostra meta. Un'azienda tessile con annessa fabbrica di tessuti. Purtroppo vende ai grossisti, per fortuna ha aperto al pubblico uno spaccio di tessuti da arredamento bellissimi e a buon prezzo. Qui a Udine non li trovo. Ogni stanza un colore. Da diventare matti. Certo, non è dietro l'angolo per noi. Beato chi abita in quella zona. Peccato non poter comprare dalla intera collezione. MMMMMmmm che peccato!

N.B. Se qualcuno fosse così gentile da indicarmi buone fonti gliene sarei davvero grata. I "miei negozi" sono di tessuti, merceria e colori.

lunedì, gennaio 15, 2007

CUORICINI ROSSI


Ho appena accompagnato Giovanni a Catechismo.
Sono un po' di volte che me la sento colare giù dalla schiena, che mi aspetto una vocina che mi dice, come due anni fa, quando Matteo ha fatto la sua prima confessione: "Francesca, tu che sei tanto brava a cucire... sai... pensavamo... durante la prima confessione di dare ai bambini... in cambio di un cuore di pietra che preparano loro... un cuore morbido, soffice... che rappresenti la sensibilità...". Capito tutto io. In un secondo è arrivata la sola!
Mapercarità, lo si fa volentieri.
E io, con le spalle al muro, chiedo timidamente "Quanti?". Risposta: "Quarantotto". E io: "Ah!".
Maperlamordidio, l'ho fatto volentieri.
E chissà se quest'anno, che tocca a Giovanni, qualcuno si ricorda di nuovo che "son tanto brava a cucire"!

sabato, gennaio 13, 2007

TORTA DI PANE


Be', il titolo di questa torta non le dà quel non so che, come potrebbe essere "torta rustica caramellata di pere e mele al profumo di limone".
E' vero, ma non è che una facilissima e squisitissima torta di pane. Purtroppo ne vado matta. Purtroppo per la linea e perchè sono intollerante al lievito.
Provate a farla e sappiatemi dire. E' una torta da merenda o da colazione della domenica mattina. Ricordatevi che è più buona il giorno dopo averla fatta.

INGREDIENTI: (dosi per una teglia piccola, nella foto è doppia dose)
100 gr pane secco, rotto a pezzetti
400 ml latte
1 cucchiaio colmo di farina
3 cucchiai di zucchero (+2 cucchiai da cospargere sopra, prima di infornare)
1 uovo
50 gr uvette
50 gr pinoli
1 mela (meglio se renetta)
1 pera (meglio se kaiser)
la scorza di un limone (solo il giallo)
pochissimo burro


Ammollare il pane secco nel latte (fino a che non sarà ben inzuppato) e le uvette nell’acqua tiepida .
Intanto tagliuzzare finemente la scorza di un limone col coltellone affilato o con la mezzaluna.
Accendere il forno ventilato a 180° (il mio forno è forte e lo metto a 150°, la temperatura alla quale cuocio la pizza)
Mischiare bene il pane e aggiungere mescolando: uvette, pinoli, farina, 3 cucch. zucchero, l'uovo e la scorza di limone.
Tagliare a pezzettini la mela e la pera e unirle all’impasto.
Versare il tutto in una teglia imburrata, cospargere con due belle cucchiaiate di zucchero e riccioli di burro a piacere.
Infornare e cuocere 50’ circa (fino a che diventa un po’ scuretta e lo zucchero caramella un po’).

Buona colazione della domenica.

lunedì, gennaio 08, 2007

COPERTA CASETTE PATCHWORK


Eccola qui la mia opera somma. Fatta con le mie manine, nel tempo che una mamma può avere tra un pancione e l'altro, tra tre pance per la precisione. Ogni volta che arriviamo nella nostra casetta di montagna, lei è lì a darci il benvenuto, a rallegrarci. Prima o poi avrò anche il tempo di fare quelle per i miei tre bambini. Le ho già tutte e tre in mente (una già a metà dell'opera). Speriamo di finirle prima che vadano a militare! .......... Si fa per dire!

IL GIORNO DI NATALE


Ma a voi questa pare una foto del giorno di Natale?!
La neve, il freddo.....
Camogli superstar il giorno di Natale.
E c'era chi faceva il bagno! Un po' esagerato, ma è la verità.

giovedì, dicembre 21, 2006

BUON NATALE

Buon Natale a tutti! A tutti quelli che leggono il mio blog. Chissà chi siete! Io cerco di guardavi in faccia. Mi immagino le facce di chi conosco, ma non so se mi leggono... le facce di chi non conosco so che ci sono, ma non le vedo... Chi sarete da Avellino, Pontedera, Sassari, Bompensiere, Trastevere, Sacile, Tokyo, London, Paris, Madrid, Carregado, Monterrubio De La Sierra, Affoltern, La Roche?! Grazie comunque di entrare nel mio mondo dalla finestra. Siete come delle meteore, lasciate una traccia vana e volate via.
Cugi, ci sei? Mafe, ci sei? Laura, ci sei? Chicco, ci sei? Gni, ci sei? Giorgia, ci sei? Anna, ci sei? Valeria, ci sei? Leena, ci sei? Mariangela, ci sei? Zia Robi, ci sei? Elisa, ci sei? Matteo, ci sei? Gerda, ci sei? Elena, ci sei? Viviana, ci sei? Chissà chi c'è che conosco. E quelli che non conosco, chissà come mai passano di qui.
Buon Natale a tutti, di cuore, con un abbraccio stretto come faccio sempre. L'amore sia con voi, la serenità, la prosperità, la fortuna.
Buon Natale, Merry Christmas.

martedì, dicembre 19, 2006

SUOR LEENA



Dolcissima Leena, magrissima e alta, dolce nei lineamenti e nel modo di fare, con la testa che dondola come fanno gli indiani per comunicarti consenso o gentilezza. Delicatissima Leena, con una voce che, quando canta sull'altare, va su su su su su acuta e potente senza sforzi. Carissima Leena, piena di attenzioni, con quel raro sesto senso che le fa intuire tutto al volo, anche gli umori della gente. Generosissima Leena, muove le montagne per riuscire ad aiutare chi ha più bisogno. Serissima Leena, imperturbabile, incorruttibile, va dritta alla meta senza mezze misure. Se deve dirti il bello te lo dice, se deve dirti il brutto te lo dice, sempre con garbo, ma te lo dice. L'ipocrisia non è il suo forte, la schiettezza sì. Grintosissima Leena, ha diretto l'asilo con maestria barcamenandosi tra genitori più o meno meritevoli, brave insegnanti, bimbi anche impegnativi e Don Tarcisio che.... basterebbe solo lui! Vera amica Leena, quando era qui e ora da lontano.
Quando se ne è andata via, due anni fa, ho pianto. Lacrimoni a vederla sul palco della recita travolta dagli applausi di tutti quelli che le volevano bene. Le abbiamo regalato una valigia. Il biglietto diceva:"... per andare e per tornare". Chissà se tornerà un giorno a trovarci a Udine. E se no, un giorno, andremo noi in India. E' una promessa. Perchè le amicizie vere sono per sempre.
Grazie per essere capitata nella nostra vita, anche se veloce come una meteora.
Ciao,stellina.
Taaanti auguuuri aaa teeeee
Taaanti auguuuri aaa teeeee
Taaanti auguuuri cara Leena
Taaanti auguuuri aaa teeeee.

domenica, dicembre 17, 2006

TOVAGLIA A MARGHERITE

Il mio maritino ed io vorremmo la casa nuova anche per poterci mettere un bel tavolo da 12 in cucina. Non è quello l'unico motivo, anzi, ma quella del tavolo grande è sempre stata una nostra passione. Sarà che siamo già in cinque noi. Sarà che i nostri più cari amici sono in sei. Sarà che a noi la tavola piace in compagnia... insomma, bisogna proprio cambiar casa. Siamo lì lì. Due settimane fa ho avuto incarico di fare una tovaglia su misura per un tavolo rettangolare. Un signor tavolo di 1m X 3,5m. Che bel tavolo! E' venuta bella con tutte le margherite dipinte sul tessuto bianco e beige. Diciotto tovaglioli, quattro sottobottiglia. L'unico rammarico: non poterla fotografare sulla tavola apparecchiata. Non ho ancora cambiato casa. Sigh!

LE OLIVE DELLA NONNA


La produzione dell'ulivo della nonna Rosetta, quest'anno, è stata generosa. Io ho ancora nelle orecchie la risata di Chiaretta quando quest'estate in Sardegna le ho mostrato un albero carico di prugne viola. Le sarà sembrato ridicolo. Avrà creduto che fosse uno scherzetto. Era abituata a vederle dal fruttivendolo, lei, le prugne! A Pasqua, dopo aver raccolto dalla nonna con papà e fratelli tutta quella opulenza, mi ha chiesto sottovoce: "Ma si mangiano?".
E' stato bello raccoglierle, ma anche prepararle, invasarle e confezionarle (aglio, olio, peperoncino e origano)con mani amorevoli.
Nel biglietto arrotolato c'è un intenso scritto che riassumo così: "Godete tutti di questo ben di Dio. Buon Natale a tutti."

domenica, dicembre 10, 2006

CUORI PATCHWORK


Ah sì sì... quando ho inventato come fare questi cuori (non sono applicati!) ero così gasata che mi sono giurata che gli avrei dato onore. Il metodo merita una coperta patchwork a cuori, soprattutto un corso di patchwork ad hoc. Aspettate solo che traslochi e che abbia i miei grandi spazi e lo organizzo. Chi vorrà, verrà ad imparare. Se Germana, la mia seconda maestra di patchwork, sapesse come ho impiegato i primi che ho fatto, mi leverebbe il saluto! Sono andati ad impreziosire lussuosi sacchi-scarpe e i miei primi salva padelle. Be', erano più di 70, li ho venduti tutti e sono soddisfatta, ma giuro che non è finita qui. Li rifarò, li rifarò.

mercoledì, dicembre 06, 2006

QUESTA E' BELLA!

Oggi una nuova coppia è venuta a vedere il nostro appartamento, che è in vendita. Lui alla fine, dopo aver apprezzato la mia casa con parole gentili mi dice:
- "Ma lei non è friulana, signora!"
- "No. Perchè me lo chiede?"
- "E' sudamericana?"
- "SU-DA-ME-RI-CA-NAAAAAAAAAAAAAAAA! E perchè mai?!"
- "Perchè, lei usa i congiuntivi con una proprietà assoluta e qui è difficile sentire una grammatica così."
- "Guardi, io sono genovese... forse le potrei essere sembrata brasiliana! In realtà sono figlia di professoressa di italiano e difficilmente mi potrebbe cogliere in fallo!"
- "Io son professore di italiano al liceo e le posso dire che, tra i miei alunni, quelli che fanno più uso dei congiuntivi sono i sudamericani."

ndr. Povera Italia ignorante!

martedì, dicembre 05, 2006

ODE AI MEZZI TELEMATICI


La mia mamma, ora nonna Tetè, da quando sono partita per Udine col mio principe azzurro, dice "il telefono la tua voce". Mai una pubblicità ha incontrato la sua benevolenza. Questa sì. Senza il telefono io impazzisco. Mi è bastato passare quattro giorni senza telefono per uno stupido disguido di pagamenti di fatture con il nuovo gestore, che stavo per dare di matto. Senza sentire mia mamma, mio papà, mio fratello, mia nonna, l'amica del cuore, ... ma ora, ragazzi, posso dire: senza internet, senza posta elettronica, senza blog, senza la web cam con la quale vedo la mia sorellina d'acquisto e i suoi bimbi in Argentina. Per me, che abito lontano da tantissimi affetti, è diventato un mezzo amato, anzi amatissimo.
Oggi finalmente posso chiedere alla mia amica di Genova: vuoi le grucce grandi o piccole? Vuoi nastro rosso scozzese o anche a quadretti? Dimmi che produco.

COPRIPIUMINI


"Mi faresti un copripiumino per il lettino di Leonardo?"
Avrei un avanzo di tessuto che ho già utilizzato nella sua cameretta, ma è un pezzo piccolo. Non so se ti possa servire".
Ma certo. Tutto serve! E dove non arriva il tessuto... arriva il pennello.
Si sceglie assieme il disegno. E poi si produce, con passione. E secondo me questa passione si intravede in certi lavori.
"Me ne fai un altro?"

mercoledì, novembre 29, 2006

PENNE FIORE


Il Natale incalza. Le manine hanno da fare, ma anche la testa!
Io avrò avuto 6 anni. La signora Avegno dice alla nonna Gina, che le ha appena fatto un bellissimo tailleur: "Ah, signora Gina come vorrei avere le sue mani!" e la mia nonna "Signora Avegno, non sono le mani... è la testa!".
Io sarò stata alta un metro e un gingerino, ma ascoltavo sempre attentamente e questa frase mi ritorna ancora oggi alla mente.
Ogni volta mi viene da sganasciarmi.... ma sono sante parole. La manualità c'è o non c'è. Io non mi ricordo neanche più di averla, però so che mi piace vedere il risultato. Quello che invece non si vede proprio sono tutti i ragionamenti che faccio prima. A volte la testa frulla così tanto che non riesco neanche a prendere sonno.
Ora il Natale incalza. Le manine laboriose producono, ma anche la testa non scherza e crea.
Ho scelto i fiori più belli (sembrano veri) per fare le mie vendutissime penne-fiore. Quella penna che deve stare vicino al telefono e guai a chi la sposta. Provate un po' a mettervela in tasca!
(Tutti i fiori del cesto sono penne.)

martedì, novembre 21, 2006

I CONFETTI DI MARTA


Quando faccio qualcosa per qualcuno, mi faccio rapire dai sentimenti che questo qualcuno provoca in me. Marta (di cui sono madrina di battesimo e ne sono fiera) per il giorno della sua prima comunione mi "diceva" AMORE AMORE AMORE. La prima comunione è un momento magico per una famiglia di credenti. Come il giorno del battesimo. Presenti la tua creatura al Signore. E attorno a tutti aleggia un'atmosfera intensa e mistica. Come se un'aura di AMORE fosse visibile e tangibile attorno a tutti. AMORE per la vita, AMORE per la famiglia, AMORE per gli altri, AMORE per la natura, i suoi colori, i suoi profumi. AMORE. Per i confetti di Marta sono nati questi cuori di lino.
Ora sono al lavoro per i confetti di una batuffolina che sembra una principessa. Benarrivata, tanto attesa, Mariasofia.

domenica, novembre 19, 2006

LA MIA "TRE GIORNI" GENOVESE


E' andata! Siamo tutte sopravissute alla nostra "tre giorni" genovese. Ora siamo tutte stanche, ma felici. Emanuela, fiera padrona di casa, ha accolto la moltitudine di clienti accorse incuriosite. Un po' di fermento, un po' di concentrazione per dedicarsi a tutti, un po' anche di rassegnazione nel vedere le sue belle vetrine invase da altri generi merceologici, tanta professionalità, e tanta efficienza. Sara, indispensabile e precisissima collaboratrice, non ha fatto mancare nulla a nessuno. Camilla, invece, non ha resistito ed è scesa in negozio continuamente per imparare un mestiere che già le scorre nel sangue. Giovanna, con i suoi nettari di bellezza e la sua carica irrompente, ha deliziato le pelli delle signore in vena di trattarsi bene. Arianna, con il suo piglio milanese, ha vestito le clienti con giacche da mille e una notte. Le signore dell'"ape malandra", hanno messo in mostra i loro raffinati cachemirini. La dolcissima Francesca, che si chiama come me, ha fatto tintinnare le sue apprezzatissime collane in pietra dura tra le mani di tutte. E io ho presentato la mia allegra mercanzia ad un pubblico nuovo, tra una boccata di aria di mare e l'altra. Questo era il mio angolo.
Un caloroso grazie per la preziosa opportunità a Emanuela, e un abbraccio, oltre che a lei, anche a tutte le mie "colleghe" che hanno goduto assieme a me questi tre intensissimi giorni.

venerdì, novembre 10, 2006

LAVORARE IN SERIE


A me sembra ovvio perchè questa cosa l'ho imparata da piccola, ma ormai mi sono accorta che nulla sia mai ovvio. Ieri ad una mia cliente che mi è venuta a trovare mentre dipingevo 50 margherite l'ho dovuto spiegare. Se bisogna dipingere delle margherite bianche col bottone arancione, prima si dipingono tutti i bianchi per 50, poi tutti gli arancioni per 50. Non è che le margherite, se sono ancora solo bianche, sono un po' mosce. Vuol dire che io sono solo a metà dell'opera!
Quando il mio secondo genito era appena nato, mi sono imbarcata in una cosa che mi appassionava da anni, ma che non avevo mai avuto modo di imparare. Il patchwork. E uno dice... ma dovevi proprio aspettare di avere un bambino di due anni e uno di due mesi da allattare per affrontare una tale "montagna"? Ma questa si chiama passione. Quando c'è la passione il tempo si trova. Si aspetta che i pupi dormano, si approfitta di quando il marito è via per lavoro e si lavora fino a mezzanotte incuranti della stanchezza. Quell'estate ho fatto il corso base di patchwork e sarà che sono tanto portata ho deciso di fare subito una coperta. Mi sono appassionata. Quilt bianco e rosso a casette tutte uguali, ma in tessuti diversi. Per far la prima sarà che era la prima ci ho messo un pomeriggio intero. Mi sono detta : "Di questo passo non finisco più!". Allora sarà che in certi momenti mi si accende una lampadina le altre 11 le ho fatte in serie, e in una settimana erano pronte. (Confesso che per finire il mio amato quilt ci ho messo di mezzo un altro pancione, allattamento incluso). Ora sarà che, quando si vende, a queste cose si bada di più certi lavori li faccio in serie... costano meno.

mercoledì, novembre 08, 2006

GREMBIULI DA RICEVIMENTO


Un bel giorno decisi di buttarmi in quest'avventura. Lavorare in ufficio, con tre bimbi, sarebbe stato troppo. Sapete com'è... bimbi malati... estate... Allora feci di tutte le mie arti un fascio e mi inventai questo nuovo lavoro. I grembiuli furono in assoluto il mio primo manufatto. Partii dall'idea di realizzare dei grembiuli da cucina un po'più civettuoli del solito, per poter anche aprire la porta agli invitati mentre stavo ancora cucinando gli ultimi manicaretti. Mi è piaciuto da subito realizzarli in tanti tessuti diversi. Mi faceva allegria. Oggi ad una festicciola di bimbi ho rapito tre mie amiche e le ho incastrate a fare le "indossatrici".


LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, novembre 06, 2006

SALVAPADELLE


Ma voi cosa ci mettete tra una padella antiaderente e l'altra? Io ci ho sempre messo la carta Scottex. Dopo un po' di mesi però si stropiccia e si sciupa. Un giorno mi sono detta: ecco cosa devo fare... dei "salvapadelle". Be', non è che sia un'idea geniale, però è un regalo un po' diverso dal solito. Sono in misto cotone, belli grandi (25cm di lato), vanno in lavatrice, non stingono, fanno il loro uso e sono allegri. Les voilà!


LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, ottobre 30, 2006

ASCIUGAMANI DA BAGNO BABY

Da una parte nido d'ape, dall'altra spugna.


La spugna è di un rosa delicato come piace me. E' anche leggermente elasticizzata e assolutamente morbida. Oppure è celeste chiaro come il cielo.
Il nido d'ape è bianco. Sempre raffinato.
I pon pon danno quel tocco...
Allora mi son detta "Brava Gina!".
La mia nonna Gina dagli occhi blu, ogni volta che portava a termine uno dei suoi capolavori di sartoria se lo diceva da sola! Magari erano vestiti da sposa incantevoli nella loro semplicità, oppure tailleurs, cappotti.
Anch'io, se sono fiera, mi dico sempre "Brava Gina!". Anche se i miei non sono proprio vestiti da sposa!

L'ODORE DEL MIO MARE


Va bene, bisogna incrementare la produzione per i bebè!
Emanuela è stata davvero gentile. Dice che il suo negozio deve essere anche un salotto! E' intelligente. Così le piace inventarsi occasioni eccezionali per ricevere le sue clienti nel suo regno affacciato sul mare. Il suo è un bellissimo negozio. Lei disegna abiti da bambini molto raffinati e delicati e nel suo negozio li vende. Ci sono entrata una sola volta: è finemente arredato con mobili antichi, la merce è esposta con gusto, i colori sono i rosa pallidi, i bordeaux, i vari toni del marrone, i bianchi. Pizzi pochi. Non è un negozio frù-frù, ma sfizioso ed elegante.
Così mi ci ha invitato per metà novembre a vendere i miei lavori. Occasione quindi, per lei, di invitare tutte le sue affezionate clienti, per me, di presentarmi nella mia città natale con le mie creazioni. Sarà un momento d'oro e gliene sono assolutamente grata e riconoscente. E poi... annuserò l'odore del mio mare... che ormai è raro.

domenica, ottobre 22, 2006

MA QUANTO SONO BELLI I TESSUTI!


C'è chi vede una bella automobile sportiva e rimane incantato, chi vede una partita di calcio e si incolla alla TV, chi vede passare una bella gnocca e si gira a guardarla, chi incolla il naso alle vetrine di gioielli, alle vetrine di vestiti alla moda, alle telenovelas. Io no. Ma non fatemi passare davanti ad un negozio di tessuti, perchè altrimenti non ne esco più!
Nel mio negozio di fiducia c'era una serie di tessuti americani in svendita. Mi sono avvicinata a quella riga di pezze arrotolate, tutte ordinate, e mi è caduto l'occhio su tre tessuti. Tra loro erano lontani, ma erano della stessa collezione. Bellissimi. Io, folgorata all'istante, ne ho comprato due metri di ognuno, sperando che potesse servirmi. Oggi me li sono rimirati con gioia (ma quanto sono belli!) e ho deciso cosa farne. Mi auguro solo che domani nel negozio ce ne sia ancora. Ne ho bisogno di molto di più, anzi di tutta la pezza.

giovedì, ottobre 12, 2006

BUSTINA BABY


Con le perlone di legno colorato è stato amore a prima vista. Le ho comprate in Austria un anno fa. Mi guardano da un po' come dire "E noi... quando ti serviamo?
I ritagli di piquet trapuntato bianco (e rosa pallido) mi guardano anche da un po', da quando ho fatto le copertine baby.
IDEA!!!
Ho comprato tante cerniere di tutti i colori e ho fatto 15 beauty cases, pensati per i bebè: per le loro cosine da avere sempre nella borsa, per i loro pannolini...
Questi rosa sono più romantici e delicati, quelli bianchi sono allegri e grintosi.

mercoledì, ottobre 11, 2006

LA FESTA DI VALBRUNA.


All'inizio in ogni attività bisogna un po' investire. Nel senso che non bastano gli sforzi economici, per farsi conoscere bisogna farsi anche un bel mazzo! Prima, ovviamente, per produrre. Per allestire il mio gazebo quest'estate a Valbruna ci abbiamo lavorato in tanti. Queste poche righe sono per ringraziarli tutti, per primo il mio maritino speciale, poi Mauro, Daniela, i miei tre bimbi, tutti gli amici che sono passati a salutare e che, già che c'erano, si sono dati un po' da fare. Sergio, Marì, Paolo e Manuela mi sono mancati, e lo scorso anno sono stati indispensabili. Grazie anche a tutti quelli che hanno fatto dei chilometri per venire in montagna a godersi la festa del paese e soprattutto a chi è arrivato con un bel sorriso a guardare i miei lavori. La sera, stremati ma felici, siamo crollati nel letto in un sonno di schianto.

domenica, ottobre 08, 2006

FINORA SEMPRE IN MOVIMENTO

Gli occhi languidi, come dice la mia mamma, li ho avuti fin da quando sono nata (Genova - 1964), come pure la passione del cucito. Da bimba, il mio passatempo preferito era fare i vestiti alle mie barbies sotto gli occhi azzurri e vigili della mia nonna Gina (lei, invece, sarta bravissima). All’esame di quinta elementare la mia carissima maestra Teresa volle che mostrassi alla commissione tutti i miei lavori in tessuto e la presidente mi chiese cosa li avessi portati a fare! Smarrita nell’insicurezza dei miei dieci anni, ma in fondo in fondo un po’offesa, le dissi “Li ho fatti io!”. Mi disse che avevo le manine d’oro. Per fortuna le ho ancora!
Dopo il liceo scientifico, frequentato ancora a Genova, è cominciata la mia vita raminga.
Un anno sono “volata” a San Francisco a studiare l’inglese, con l’accento americano.
Gli otto anni successivi ho “pendolato” settimanalmente a Milano dove, prima, ho convissuto con i miei cari zii e cugini (ciao cuuugiiii!), poi, ho vissuto indipendente e ho imparato a fare le lavatrici, a stirare, a fare da mangiare (santa la mia amica del cuore Giorgia che mi ha fatto da cavia nei miei primi esperimenti di cucina!). Ho frequentato l’Istituto Europeo di Design, ho lavorato come grafica all'Unimark (l'amicizia con Matteo e Gerda è la cosa bella che mi è rimasta) ed ho lavorato in pubblicità, come account, nel servizio clienti della Leo Burnett.
Ma, siccome pensavo “moglie e buoi dei paesi tuoi”, sono tornata a Genova a lavorare nell’agenzia di assicurazioni di famiglia al fianco di mio fratello, con nostro papà.
Ma uno splendido marito era in agguato e dopo neanche due anni, eccomi raggiante sposa del mio principe friulano a fargli da alter ego nella sua agenzia di assicurazioni (galeotto fu il congresso del 1992). Ora vivo nella bellissima Udine, felice, con mio marito e i miei tre tesori: Matteo (1996), Giovanni (1998) e Chiara Maria (2002).
Meno male che sono duttile e malleabile, come direbbe Caropallo, così ho potuto non perdermi d’animo e inventarmi un lavoro compatibile con la mia vita di moglie e di mamma e con le mie attitudini.
Peccato solo per i miei affetti lontani e il mio mare, ma il mio maritino non perde occasione di portarmici appena si può.
Per fortuna, invece, per la felicità della mia splendida famiglia, per aver conosciuto tanta gente meravigliosa e per aver acquistato anche un nuovo cognome. Perché qui a Udine, invece di Francesca Ghiglione, sono Francesca Tonazzi, sì figlia lontana (santo il telefono!), ma moglie felice, mamma fiera e donna creativa.
Cosa me ne faccio del mio inglese, non lo so. Ma forse può sempre servire… magari c’è in agguato qualche principe inglese che ci verrà a chiedere la mano della nostra piccola principessa.
Ora stiamo cercando una nuova casa, più grande, ma qui non se ne può più di spostamenti... la voglio nello STESSO quartiere.