lunedì, maggio 14, 2007

FIOCCHI DI FETTUCCIA

Primo (di due) post su richiesta, con dedica: dedicato a Floriana e Laura.
Certe cose sembrano ovvie a chi le sa fare... Ovvio!
Ho fotografato la sequenza dei fiocchetti delle bomboniere per chi gradisse guardarla.
Niente di speciale, ma in effetti se si sbagliano gli accavallamenti dei nastri, il fiocco può venire inclinato da una parte e non orizzontale.
Cliccate sulle foto, quando volete ingrandirle per vedere meglio.


Piegare il sacchetto alla giusta altezza.



Individuare la metà nella lunghezza del nastro.


In quel punto di mezzo, ripiegare l'altezza del nastro in due, in modo da avere il nastro (solo in quel punto di mezzo) alto solo la metà. Il nastro, così assotigliato, strozza meglio il sacchetto.


Posizionare la metà del nastro dietro al collo del sacchetto.












Stringere bene il fiocco.


Tirare le estremità del nastro per rimpicciolire il fiocco che è certamente diventato troppo grande.


Ri-stringere il fiocco.


Ri-tirare le estremità del nastro fino a che non si è trovata la giusta dimensione del fiocco.



Dare forma al sacchetto.


Un bacino al mio Matti che mi ha fatto le foto mentre lavoravo.

mercoledì, maggio 09, 2007

DAI CHE CE LA FAI!


Io esco e vado. Di corsa. Dopo poco sono già in mezzo ai campi. Lo scorso mese erano giallo intenso dei fiori di colza, ora verdi del grano non ancora maturo e rossi di papaveri. I gelsi sono carichi di foglie e di more. Il treno ogni tanto mi passa laggiù e fischia. Gli uccelli cinguettano. Questa natura mi piace e corro. Poi prego guardando il cielo blu. Quando pioviggina pazienza. E corro. Oppure mi organizzo il lavoro che mi aspetta a casa. E corro. Non mi piace tanto mentre lo faccio! Si fa una bella fatica. Mi sembra continuamente di volermi fermare, ma mi dico "dai che ce la fai!". Quando arrivo alla mia meta stringo i denti e torno indietro. Avvicinandomi a casa a volte mi tocca anche fare un cenno di saluto a qualche vicino. Di questo farei volentieri a meno, viste le mie condizioni di podista grondante.
Urca, ragazzi, 50 minuti. Ce l'ho fatta. Ffffffffffiuuuuuuuuuuu....

domenica, maggio 06, 2007

PORTA TORTA





I miei maschietti a pranzo mangiano alla mensa. Confesso, non è un gran che. A volte va meglio di altre. L'altro giorno sono stata invitata a mangiare con loro. Ogni giorno un genitore. Non so se sia perchè noi grandi ci si renda conto di come si mangi con il servizio mensa scolastica o se sia per qualche altro recondito motivo, fatto sta che ho mangiato una squisita minestra d'orzo, un pessimo prosciutto crudo tagliato grosso e un piatto di asciuttissime carote e finocchi.
I bambini la minestra non l'hanno neanche assaggiata. Tutti hanno mangiato il salatissimo prosciuttone in mezzo al pane lamentandosi.
Roba da matti. Sarebbe da parlarne per ore.
Inoltre mi sono accorta che l'effetto gregge (fa uno, fan tutti) travolge ogni buon proposito.
Prima di ringraziare e salutare, mi è caduto l'occhio su un sacchetto pieno di mele. Nessuno vuole la mela?
Lo so che non è lo stesso, ma me lo sono portato a casa in cambio di una torta di mele per il giorno dopo. Quella l'hanno spazzolata, furboni.
Occasione per sfoggiare uno dei miei portatorta. Quelli che a Natale e ai compleanni vanno a ruba. Li ho fatti in tantissimi colori. Qui ne vedete solo alcuni.

martedì, maggio 01, 2007

BOMBONIERE CRESIMA


Le bomboniere per la Santa Cresima di una ragazza di 17 anni come Chiara devono essere allegre e gioiose come lei.
Le ho pensate così.
Vederne il cesto pieno mi strappa un sorriso.

PROCEDIMENTO:
Colgo l'occasione per mostrare alle appassionate di cucito come me il procedimento che utilizzo per cucire i sacchetti. Lo trovo valido per poter realizzarne tanti, tutti della stessa altezza, perciò rigorosamente uguali fra loro.
Inoltre, con questo metodo, a lavoro terminato, non si vedono le cuciture interne perchè rimangono nascoste.


Piegare, e segnare con l'unghia, i sacchetti tutti alla stessa altezza e dalla stessa parte.
Semmai aiutarsi con uno spillo per tenere ferma la piegatura.


Cucire il lato destro di ogni sacchetto partendo sempre dall'alto.
Cioè cucire tutti i lati destri dei sacchetti, uno dietro l'altro, senza mai tagliare il filo.


Successivamente, cucire tutti i lati sinistri, sempre partendo dall'alto di ogni sacchetto.


Avendo lavorato in serie, ci si trova di fronte un "treno" di sacchetti uniti tra loro.
Separarli, tagliando i fili che li congiungono.


Stare attenti a sollevare solo un lembo del risvolto.


Risvoltare un solo lembo del risvolto. In questa maniera ci si trova il sacchetto "aperto", ma ancora a rovescio.


Risvoltare tutto il sacchetto.

sabato, aprile 07, 2007

BUONA PASQUA





La mia Pasqua è resurrezione... è primavera, godere l'aria aperta, guardare i nostri bimbi giocare sulla sabbia ai primi caldi, far volare un aquilone, prendere il sole, raccogliere i fiorellini del prato, dipingere le uova (che quest'anno sono d'oca e di germano!), mangiare il capretto della nonna Rosetta, la torta pasqualina o lo zabaione fatti da me, cantare nel coro (che come dice Don Lucio è "pregare due volte"), pensare agli amici lontani (che sono tantissimi) e godere quelli vicini.
Quelli di Udine li abbraccio dal vivo. Quelli lontani li saluto uno ad uno.
Quindi mando un bacio speciale a tutti i miei parenti a Genova, a San Raphael, a Monza, a Lonato, a Mariangela in America, a Valeria in Argentina, a Susan in California, ai tanti amici di Genova, a quelli di Novara, a quelli di Fino Mornasco, a quelli di Como, a quelli di Massa, a quelli di Bologna, a quelli di Rimini, a quelli del Monferrato, a quelli in India, a tutti gli "amici del blog", a tutti i colleghi e amici sparsi per l'Italia intera e ai nostri tre angeli che staranno passando la Pasqua più bella.
Silvia... Massimo... Toni... siete sempre nei nostri cuori, giovani anime nel cielo.
Buona Pasqua a tutti.

venerdì, aprile 06, 2007

FOCACCIA COL FORMAGGIO


Quando un genovese ha voglia di focaccia col formaggio va in riviera. Più che al ristorante, a noi piace andare a Camogli da "Cose buone", comprare un bel pacchetto di focaccia bollente di forno e andare a mangiarla seduti sui sassi della spiaggia rimirando il mare azzurro. A tutte le stagioni. Ma da quando abito a Udine, devo farmela da sola. La ricetta è la migliore che ho trovato e quando la cucino per i nostri amici, è un successo assicurato.

(una teglia da forno: per 6 persone)

GR 600 STRACCHINO cremoso
GR 300 FARINA
1 BICCHIERE ACQUA E VINO BIANCO (metà e metà)
3 CUCCHIAI D’OLIO D’OLIVA
SALE FINO E SALE GROSSO

IMPASTO:
Setacciare la farina.
Aggiungere acqua/vino bianco , 3 cucch. olio, 3 prese di sale fino.
Impastare e lasciare riposare 1h, coperto dalla pellicola.

Accendere il forno a 200° ( il mio forno è potente e metto a 150°).
Ungere la teglia.

Dividere in due la pasta e tirarne metà sottilissima (prima col matterello e poi adagiandola sui dorsi delle mani come si fa per tirare la pasta dello strudel).
Mettere la sfoglia sulla teglia (deve debordare un bel po’, 10 cm per lato).
Distribuire lo stracchino a pezzetti su tutta la superficie.
Tirare l’altra pasta allo stesso modo e della stessa misura, poi adagiarla sopra.
Risvoltare l’eccesso di pasta all’interno della teglia (come si fa il risvolto di un lenzuolo nel letto, senza schiacciare).
Fare alcuni strappi nella pasta superiore per permettere la fuoriuscita dell’aria e anche di un po’ di stracchino.
Un filo d’olio sopra a tutta la superficie.
Qualche grano di sale grosso sopra a tutta la superficie (se il sale fosse a grani troppo grossi, pestarlo leggermente).
Infornare nel forno caldo.
Cuocere fin che la focaccia è dorata.

lunedì, aprile 02, 2007

TRIS ASILO





Da noi all'asilo chiedono bavagliolone grande con elastico e asciugamano con gancio per essere appeso.
Mi sono divertita a cercare cotonini allegri, spugna e coprinodi in tinta.
E' nato il tris per l'asilo, che comprende bavaglio, asciugamano e sacchetto con lacci, facile da aprire e chiudere.
Meno male che il mio maritino non ha ancora tagliato il prato, così ho potuto fare le foto in mezzo ai fiori!

giovedì, marzo 29, 2007

MICRO MERINGHE


Ho avuto la ricetta da un nostro caro amico qualche anno fa.
Prima di riuscire a farle come dico io, le ho dovute fare tre volte! O erano troppo dolci, o si spaccavano, o non si cuocevano abbastanza. Poi ho trovato il mio equilibrio tra dosi e calore.
Ma non c'è da scoraggiarsi. I forni non sono tutti uguali e ognuno deve imparare a conoscere il proprio. Il mio forno è di quelli che cuociono in profondità, come dice mia suocera che è maestra di cucina. Se leggo ed eseguo una ricetta, devo sempre scaldarlo molto meno di quanto si dovrebbe.

(dose per due teglie di meringhine)
3 albumi
240 gr zucchero
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale

Montare a neve fermissima le chiare d'uovo con un pizzico di sale.
Intanto accendere il forno a 110° (qui sta il quiz del calore! se è troppo forte si spaccano).
Aggiungere lo zucchero un cucchiaio per volta, mentre le fruste girano fortissimo.
L'impasto deve "frullare" per dieci-minuti-dieci e diventa lucido e sodo.
Metterlo nella poche con un beccuccio piccolo e fare le meringhine sulla teglia del forno ricoperta da carta-forno, un po' distanziate perchè poi gonfiano.
Infornare nel ripiano basso e cuocere per 20' col timer. Diventano appena rosa.
Staccarle dalla carta-forno solo dopo che si sono raffreddate.
Conservarle coperte con la pellicola, altrimenti prendono l'umido della cucina e diventano molle.
Inutile dire: servire con panna montata.
Chi mi conosce da vivo, le ha quasi sicuramente assaggiate, perchè ai compleanni i miei bimbi le prenotano con anticipo. Questa volta sono frutto di un avanzo di bianchi d'uovo di una crema pasticciera. Sarebbe stato un peccato buttarli.
Piaciutissime!

martedì, marzo 27, 2007

CARA CUGI


Cara la mia cugi, la mia unica cugi femmina che ho, la "mia cugi" e basta,
tu hai avuto davvero tanto coraggio. Io sono ancora con la bocca spalancata dallo stupore. Perchè il tuo blog era una tua creatura e ti dava tante soddisfazioni.
Era un modo per guardarti dentro, per comunicare quel bell'ottimismo e quell'ironia che abbiamo di famiglia. Era un modo, anche se virtuale, per avere contatto con altre menti. Ti piaceva un sacco e te ne sei separata.
Però sono certa che, se hai deciso così, avrai le tue buone ragioni. Forse è giusto così.
Per me era un modo di starti vicino, visto che la vita ci ha fatto vivere in città così lontane tra loro.
Sono tristissima e ho anche i lucciconi, ecco. Ero così felice di leggerti.
Il tuo blog mi mancherà tantissimo.

P.S. Perdona la foto. Non ci siamo venute bene nessuna delle due!

sabato, marzo 24, 2007

BRAVISSIMISSIMI


Oggi ci sono almeno due persone che si stanno guadagnando il paradiso: uno è Paolo, quel santo di mio marito, che ha avuto l'ardire di portare ai baracconi le nostre tre creature e il loro amichetto vicino di casa (e ce li ha portati perchè ogni promessa è debito, ma soprattutto ce li ha dovuti portare da solo perchè io nel pomeriggio devo andare ad allenare l'ugola); l'altro è Carlo, quel santo del nostro amico, che ha ancora il coraggio e la forza di continuare a dirigere il coro della parrocchia nonostante i suoi infiniti e importanti impegni, non ultimo quello di essere padre di quattro figli e marito meraviglioso di altrettanto carissima moglie. Sarà per questo che 'sti due santi sono amici del cuore!

lunedì, marzo 19, 2007

LUCA PASTICCERE


Non era propriamente il suo sogno da bambino lavorare in banca. Luca da grande avrebbe voluto fare il pasticcere. Un giorno, dopo avere speso in poco tempo metà del suo stipendio da bancario in una pasticceria di Milano a suon di cabaret di pasticcini, è riuscito a convincerere il bravo pasticcere ad insegnargli i suoi trucchi. Fantastico. Il suo sogno: giocare a fare il pasticcere! E a forza di giocare, giocare, giocare, è nata la Pasticceria Nobili: pasticcini e torte a domicilio su ordinazione.
Tant'è che ci sono certe serate in cui non si lascia scappare l'occasione di preparare qualche prelibatezza. Dico prelibatezza a ragion veduta. E gli do anche un bel 10 e lode.
Ieri era il compleanno di Marcella erano invitate cinquanta persone, e lui si è presentato a Genova con i cabaret dorati, finemente impacchettati, pieni di cannoli, bignè, crostatine di frutta, croccanti, creme alla vaniglia e al cioccolato, panna montata. Un successone! E lui, bello e riservato, fiero bancario pasticcere, mescolato in borghese tra gli invitati, stava silenzioso ad osservare le loro smorfie di ludibrio.
E' stato difficile tenere da parte qualcosa da far assaggiare ai nonni!
Siamo solo all'inizio di questa bella carriera parallela che certamente gli darà tantissime soddisfazioni. Noi tutti gli auguriamo di continuare con lo stesso entusiasmo di oggi.
Vi pare possibile che non abbia ancora visto "La finestra di fronte" di Ozpetek?!

giovedì, marzo 15, 2007

O SIGNORE...

E' che io ho uno squarcio dentro. Da lunedì i miei pensieri sono come la pallina di un fliper che rimbalza di qua e di la all'impazzata. La ragione non accetta, i sentimenti sono disorientati, le parole non riescono a spiegare bene lo stato d'animo, il pensiero dice solo: No, no, no, no!
Ieri Cortina era uno splendore. Sarà difficile dimenticarla così bella. I parenti, gli amici hanno seguito la messa e poi quelle due bare attoniti in un fiume umano fino al saluto.
Li hanno seppelliti assieme Toni e Claudia nel cimitero di Cortina. Sono davvero felice di questo. Tutta la messa ho guardato in alto, immaginandoli sereni per mano a guardaci singhiozzare. Conoscendo Toni (Claudia purtroppo non ho fatto a tempo a conoscerla) credo che avrebbe tanto voluto venire giù a salutarci calorosamente tutti. Mancavano solo loro due tra noi.
Ma come si fa a rassegnarsi. Noi che si resta sulla terra con questa lancia dritta nel cuore. Questo atroce dolore non ha pace.
La voce di Toni in questi giorni rintrona nel cervello. Il suo accento Padovano ronza nella testa. Non si trova tregua. Ma gli sorrido perchè so che è felice con la sua Claudia.
Signore, che modo strano hai scelto di sposarli. Chissà che meravigliosi progetti hai per loro. Perdonaci se da quaggiù non riusciamo a capire.

Unisco qui di seguito le belle parole che mio marito ha avuto anche la forza di leggere durante la messa, con molte pause, con la voce a volte tremante e le lacrime appese a un filo. Ogni tanto verrò a rileggermele.

Cortina 14 Marzo 2007

Ciao Toni,
ci siamo sentiti Venerdì scorso come abbiamo fatto centinaia di volte. E siccome mi hai salutato dicendomi “ ci sentiamo la prossima settimana”, eccomi qui ad onorare l’appuntamento. Ho avuto il privilegio di godere della Tua stima e della tua Amicizia e questo mi riempirà di gioia per sempre. Ogni volta che mi chiamavi, mi stupiva e mi affascinava quell’aria da bravo ragazzo e la dolcezza di cui eri capace. Perché lo sei sempre stato un bravo ragazzo. Perché davi il giusto valore alle cose che contano. Perché volevi sentirti libero e allo stesso tempo ripagato per quella onestà che mettevi in tutto. Il Tuo sorriso, le Tue immancabili pacche sulle spalle e quell’aria un po’ assonnata poi, ti rendevano simpatico a pelle. Ma in Te ho ammirato sempre un'altra cosa speciale; la riconoscenza di cui eri capace. In tanti anni, non Ti ho mai sentito giudicare con leggerezza qualcuno. Se proprio certe situazioni non Ti piacevano, cercavi di tenerle a distanza per non sprecare il tempo prezioso che Ti rubavano. Lo stesso tempo che oggi Ti è venuto a mancare per dare forma a quello che sognavi, e cioè Vivere. Vivere con Claudia e costruire insieme a Lei la Tua Storia. Claudia di cui spesso mi parlavi, ma che ho il rimpianto di non aver mai conosciuto. Vivere la professione di Agente che tanto amavi e per la quale immaginavi oggi tante cose. Per me inoltre sei stato e resterai sempre, l’inconsapevole strumento del felice incontro con mia Moglie. Non potrò mai dimenticare quegli istanti nel 1992, quando hai voluto con insistenza presentarmi la figlia di un Collega. Francesca ed io non abbiamo mai dimenticato quel giorno e quel Congresso. E da allora, hai sempre occupato un posto speciale nei nostri cuori. Mi mancherai. A tutti noi mancherai tremendamente, mentre cercheremo invano di capire cosa sia successo e perché. Ma forse non c’è niente da capire se non che il Tuo destino e quello di Claudia doveva purtroppo passare per quella coltre bianca che Vi ha coperto, unendovi per sempre, e non per altre più semplici e scontate vie.
Ti voglio immaginare in alto, molto più in alto di ogni cielo azzurro e di queste montagne che così profondamente hai amato. In alto dove potrai fare volare quell’aquilone che abbiamo come simbolo e nel quale Ti ritroveremo sempre. Da lassù, nelle giornate che ingigantiscono la maestosità delle Tue Dolomiti, volgi ancora e per sempre il Tuo sguardo su quelli che Ti hanno amato ed aiutaci a non dimenticare mai quello che ci hai insegnato con la semplicità dei veri Campioni.
In Friuli, si salutano gli amici e le persone care dicendo “Mandi”. Un termine dialettale che non vuole semplicemente dire: ciao o arrivederci. Vuol dire “ Le mani di Dio sono su di Te e Dio ti proteggerà”. E allora: Mandi Toni, Mandi da Udine, da Palermo , da Roma , da Firenze, da tutta l’Italia. Mandi da parte di tutti gli amici di sempre del Gruppo che avrebbero voluto abbracciarTi mille volte ancora
Che il Signore abbia cura di Te e della Tua amata Claudia.
Amen

martedì, marzo 13, 2007

QUIZ DA VERI BLOGGER


Se nel febbraio 1969 la bambina di destra aveva quasi cinque anni e quella di sinistra quasi due... ora che siamo nel 2007 e domani è proprio il 14 marzo... chi sa dirmi quanti anni compie il misterioso teletubby rosso?
Auguroni belli, stellina. Baci, abbracci e stropicciamenti a cifra tonda!
P.S. Qualcuno sa dirmi anche chi è?

UNA PREGHIERA


Attraversare il prato pieno di margherite, e di nontiscordardimè cercando di non calpetarli. Bearmi del viola dei muscaris e delle violette nati qua e la nel giardino. Stendere questo buon profumo di pulito. Lasciarmi accarezzare dal lieve vento. Incantarmi a fissare quel limpido blu. Che meraviglia di giornata! Il tuo sorriso e la tua voce ronzano prepotenti nei nostri pensieri. Il tuo calore, la tua risata ci accompagneranno sempre. L'intensità dei tuoi abbracci e le tue pacche sulla spalla da amicone rimarranno scolpiti nella memoria. Ci stai già fissando da lassù e noi neanche ci vogliamo credere. Domenica a Cortina dev'essere stata una giornata bella così. Tu e lei, felici e radiosi sulla neve, spensierati e innamorati.
Quella valanga in un soffio vi ha portato via.
Il Signore vi prenda con sè nel suo immenso abbraccio e sopporti le nostre lacrime.

mercoledì, marzo 07, 2007

AUGURI, DONNE!


Ho fatto scorta di fiori, uno più bello dell'altro. Ho scelto quelli che sembrano veri, quelli romantici, quelli grintosi, quelli che mozzano il fiato per il loro colore. Gli altri li ho lasciati alla concorrenza.
C'erano anche le gialle mimose e domani è l'8 Marzo.
Mimose che non appassiscono, da lasciare nel bicchiere delle penne.
Queste penne fiore mi danno sempre una gran soddisfazione, piacciono a me, ma soprattutto a chi me le compra. Sono al quarto riassortimento in meno di un anno. Le confeziono così.
Evviva le donne! ... ma assolutamente evviva anche gli uomini!

domenica, marzo 04, 2007

BOMBONIERE BATTESIMO




Il suo non è un rosa baby, neanche un rosa carne o un rosa antico. Questa principessa ama il rosa lampone. Quel rosa un po' più carico, che non è proprio un fuxia, ma siamo lì. E' un bellissimo rosa: sta bene con il bianco, con il rosa chiaro chiaro (quel punto di rosa baby raffinato), con tutti i verdi, anche quello acido.

E' uno spasso creare quando c'è qualcosa che dà il la, come nel canto. Così nascono le cose tutte particolari, che capisci che sono di quella persona lì e di nessun'altra.

Ecco, tesorino caro, queste sono le bomboniere per il tuo battesimo. Le tue e di nessun altro. Che la tua mamma e il tuo papà lasceranno in mano a tutti perchè rimanga un segno di te nelle case di chi ti ama, perchè sanno di te e perchè quando uno le guarda sussurrano "Mariasofia".

venerdì, febbraio 16, 2007

CARNEVALE




L'anno scorso da "topolona", come diceva lei. Le era piaciuto tantissimo. Tanto da non essersi mai levata la cuffia con le orecchie in tutta la mattinata del martedì grasso, neanche in mensa all'ora di pranzo.
Quest'anno la scelta è stata sofferta. Quel vestitino tutto lustrini bianco con le alucce che aveva ereditato da Marta si prestava ad essere "farfalla". Le ho detto: - Dai, poi facciamo un cappellino con le antenne, ci mettiamo la cremina con gli sberluccichi sul viso e sulle mani... (NO!). Oppure ci possiamo fare il vestitino di Trilli di Peter Pan. Dai, ti pettino con i capelli raccolti in alto, ti faccio i pon pon da attaccare sulle scarpine, sberluccichi... (NO!). Poi, leggendo un bel libro di Biancaneve e i sette nani, le ho strisciato lì: - E Biancaneve? (NO! Ha la gonna!).
Oimemì! Ma allora il problema è la gonna. Ora ti frego. E indicando un nanetto del libro, le ho detto sottovoce: E se ti vestissi............ (DA SETTENANO!).

Ce l'abbiamo fatta. Ha scelto. Da "settenano". Così mi sono messa all'opera.

Ehi oh, ehi oh, andiamo a lavorar. La la la la la la la la la la la...

Ed ecco a voi il "settenano". Tutto fatto a mano, cinturone compreso.




domenica, febbraio 11, 2007

TANTI AUGURI PRINCIPESSA


Sarà che ogni mamma ed ogni papà si innamorano di quei batuffoli appena nati, sarà che il sangue del tuo sangue ti strappa anche il cuore, sarà che prima di lei sono nati due gran bei maschiotti... Io non so cosa sia stato, ma da quando è nata Chiara Maria il suo papi, io ed i suoi fratelli abbiamo creduto di avere dato alla luce una principessa. Forse in ogni casa c'è una princi, ma a ognuno pare di avere quella vera. Quella principessa che, anche se ti fa dannare, ti fa sciogliere gli occhi e il cuore. E se fa la birbante... al massimo la chiami Princicapricci.
Tanti auguri, principessa del nostro cuore.

giovedì, febbraio 08, 2007

TUTTO TACE

.... ma io lavoro.
A presto!
Franci

venerdì, febbraio 02, 2007

GNOCCHI DI ZUCCA


Quando ho sposato il mio maritino ero un fuscello di 48 kg per m 1,62 di altezza. Troppo magra! Son sempre stata piccina in tutti i sensi, ma per fortuna senza grossi difetti. Mangiavo come un uccellino solo per sopravvivenza e sempre con un po' di inappetenza. Il caso ha voluto che io vincessi, sposando il mio principe, una suocera maestra di cucina. Da mangiare, invece, mi è sempre piaciuto farne e non mi è parso vero di avere una maestra in questo campo. La mia mamma, è notorio, per far da mangiare non è che si sia mai fatta in quattro.
L'appetito vien mangiando si dice.
Guardando le foto di un bel po' di kg fa ne ho le prove.
Vi faccio assaggiare i suoi buonissimi gnocchi di zucca, che ormai fanno parte dei nostri piatti golosi.

INGREDIENTI:
1 kg zucca (scegliere quelle fatte un po' a pera, con la buccia chiara, leggermente ruvida)
200 gr farina
1 uovo
(niente sale!)
ricotta affumicata e burro per il condimento

Fare cuocere la zucca, pulita e tagliata a cubetti, nel forno caldo a 180°.
Mettere sul fuoco l'acqua come per la pasta, ma leggermente più salata.
Preparare il burro fuso e, a parte, la ricotta grattugiata a scagliette che serviranno dopo per condire.
Mescolare zucca, farina e uovo.
Fare cadere nell'acqua bollente il composto a piccole cucchiaiate (usare due cucchiaini per aiutarsi). Quando vengono a galla, scolarli bene con la schiumarola.
Condire con burro fuso e ricotta affumicata a piacere.

Buon appetito!
P.S. Ditemi se vi sono piaciuti.

lunedì, gennaio 29, 2007

IN PROGRESS


Io mi beo di nastri, fiori, tessuti, bottoni. Mi beo dei miei lavori quando li ho finiti, me li guardo, me li rimiro e mi danno gioia allo spirito. Me ne gusto i colori, anche mentre li produco, mentre prendono forma. Ora sono all'inizio e queste nuances già mi allietano la vista. Non sono neanche a metà dell'opera che già la passione e l'amore che ci metto si sprigiona. Che gioia!

domenica, gennaio 21, 2007

I FORNITORI


Che bella Treviso! Forse c'ero già stata, ma non me la ricordavo così bella. Tutti quei canali, quegli archi sull'acqua, quelle case basse e curate. Ci tornerò col bel tempo, lo giuro, merita. Per le strade un sacco di gente. Pareva Natale.
Siamo andati a trovare Ezio. Ezio è finalmente felice e noi lo siamo con lui. Ama riamato Paola. E vissero felici e contenti. Auguri per sempre!
Già che eravamo in viaggio siamo andati fino a Mussolente. Era un bel po' che ci sarei voluta andare. Sono sempre in cerca di nuovi fornitori. Tessuti a buon prezzo, ma di qualità. Conjugi Eger era la nostra meta. Un'azienda tessile con annessa fabbrica di tessuti. Purtroppo vende ai grossisti, per fortuna ha aperto al pubblico uno spaccio di tessuti da arredamento bellissimi e a buon prezzo. Qui a Udine non li trovo. Ogni stanza un colore. Da diventare matti. Certo, non è dietro l'angolo per noi. Beato chi abita in quella zona. Peccato non poter comprare dalla intera collezione. MMMMMmmm che peccato!

N.B. Se qualcuno fosse così gentile da indicarmi buone fonti gliene sarei davvero grata. I "miei negozi" sono di tessuti, merceria e colori.

lunedì, gennaio 15, 2007

CUORICINI ROSSI


Ho appena accompagnato Giovanni a Catechismo.
Sono un po' di volte che me la sento colare giù dalla schiena, che mi aspetto una vocina che mi dice, come due anni fa, quando Matteo ha fatto la sua prima confessione: "Francesca, tu che sei tanto brava a cucire... sai... pensavamo... durante la prima confessione di dare ai bambini... in cambio di un cuore di pietra che preparano loro... un cuore morbido, soffice... che rappresenti la sensibilità...". Capito tutto io. In un secondo è arrivata la sola!
Mapercarità, lo si fa volentieri.
E io, con le spalle al muro, chiedo timidamente "Quanti?". Risposta: "Quarantotto". E io: "Ah!".
Maperlamordidio, l'ho fatto volentieri.
E chissà se quest'anno, che tocca a Giovanni, qualcuno si ricorda di nuovo che "son tanto brava a cucire"!

sabato, gennaio 13, 2007

TORTA DI PANE


Be', il titolo di questa torta non le dà quel non so che, come potrebbe essere "torta rustica caramellata di pere e mele al profumo di limone".
E' vero, ma non è che una facilissima e squisitissima torta di pane. Purtroppo ne vado matta. Purtroppo per la linea e perchè sono intollerante al lievito.
Provate a farla e sappiatemi dire. E' una torta da merenda o da colazione della domenica mattina. Ricordatevi che è più buona il giorno dopo averla fatta.

INGREDIENTI: (dosi per una teglia piccola, nella foto è doppia dose)
100 gr pane secco, rotto a pezzetti
400 ml latte
1 cucchiaio colmo di farina
3 cucchiai di zucchero (+2 cucchiai da cospargere sopra, prima di infornare)
1 uovo
50 gr uvette
50 gr pinoli
1 mela (meglio se renetta)
1 pera (meglio se kaiser)
la scorza di un limone (solo il giallo)
pochissimo burro


Ammollare il pane secco nel latte (fino a che non sarà ben inzuppato) e le uvette nell’acqua tiepida .
Intanto tagliuzzare finemente la scorza di un limone col coltellone affilato o con la mezzaluna.
Accendere il forno ventilato a 180° (il mio forno è forte e lo metto a 150°, la temperatura alla quale cuocio la pizza)
Mischiare bene il pane e aggiungere mescolando: uvette, pinoli, farina, 3 cucch. zucchero, l'uovo e la scorza di limone.
Tagliare a pezzettini la mela e la pera e unirle all’impasto.
Versare il tutto in una teglia imburrata, cospargere con due belle cucchiaiate di zucchero e riccioli di burro a piacere.
Infornare e cuocere 50’ circa (fino a che diventa un po’ scuretta e lo zucchero caramella un po’).

Buona colazione della domenica.

lunedì, gennaio 08, 2007

COPERTA CASETTE PATCHWORK


Eccola qui la mia opera somma. Fatta con le mie manine, nel tempo che una mamma può avere tra un pancione e l'altro, tra tre pance per la precisione. Ogni volta che arriviamo nella nostra casetta di montagna, lei è lì a darci il benvenuto, a rallegrarci. Prima o poi avrò anche il tempo di fare quelle per i miei tre bambini. Le ho già tutte e tre in mente (una già a metà dell'opera). Speriamo di finirle prima che vadano a militare! .......... Si fa per dire!

IL GIORNO DI NATALE


Ma a voi questa pare una foto del giorno di Natale?!
La neve, il freddo.....
Camogli superstar il giorno di Natale.
E c'era chi faceva il bagno! Un po' esagerato, ma è la verità.