martedì, settembre 26, 2006

TOVAGLIETTE AMERICANE


Capita a volte che ti avanzi un pezzo di stoffa. Faccio i miei grembiuli in un tessuto che amo molto: un "tovagliato" misto, alto 280 cm, trama cotone e ordito sintetico. E' molto robusto senza essere grosso, in bei colori e disegni abbinabili fra loro, scozzese/quadretti, scacchi/quadretti, scacchi/tinta unita, scozzese/quadratini-ini-ini. Dal pezzo di tessuto da cui taglio la tasca mi avanza un gran bel pezzo. Ecco che nascono sempre anche le tovagliette americane, anche perchè ormai bisogna riassortirle. Le faccio anche reversibili, ma sul retro non ci sono dipinte le mie margherite, bisogna sapersi accontentare!

LISTINO PREZZI (qui a destra nelle ETICHETTE).

lunedì, settembre 25, 2006

BORSA "LICIA"


"Ciao Licia ... ma che bella la tua borsa!". Il fatto è che, mentre Licia e Olga parlano, i miei occhi scivolano di continuo su quella borsa che mi piace proprio un sacco. E alla fine il coraggio lo trovo "Licia, rispondimi pure di no, mi lasci capire come è fatta questa borsa?". "Ma certo!". "Ma grazie!". Quella era la terza borsa di quel genere che scrutavo con occhio clinico, perchè era tempo che avrei voluto farmene una. Comoda, leggera, pratica, con quattro tasche. Ma non bastava guardarla. Bisognava realizzarne il prototipo, modificarlo come piaceva a me, stringere di qua, allargare di là, accorciare un pochino qui, rinforzare un po' lì... E poi l'ho fatta e ho scelto vari tipi di tessuto. Le mie preferite sono quelle di lana scozzese per tailleur (e propongo anche la gonna nello stesso tessuto); le ho realizzate anche in seta, ma poi sono piaciute in ecopelle e meno male che nel negozio ho avuto il coraggio di chiedere "Ma come si fa a cucire?" ,"Lei si deve comprare un piedino di teflon" e io con lo sguardo disorientato ho spalancato a bocca in un "Ah!".
Sapete? Funzionaaaaaaaaaa!

PORTA SPAGO "GALLETTO"


Quando vedo una cosa che mi intriga e dico "bella l'idea, pessima la realizzazione"... allora vuol dire che trovato una nuova idea da realizzare. E' un po' una sfida. Il tessuto doveva essere bianco candido, ma robusto e rigorosamente di cotone, perchè a me piace dipingerlo con colori forti e allegri. Sembra stupido, ma a volte se il mio tessuto non si trova, devo anche aspettare anni per realizzare una certa idea. Il tessuto l'ho trovato per caso a Genova, il resto è venuto da sè. Di solito le mie amiche sono le prime cavie e ricevono per Natale il mio lavoro; gli errori sul campo servono da esperienza e la seconda volta ecco realizzati 35 sacchetti tutti uguali. Sì, perchè a lavorare in serie si risparmia tempo e denaro: prima tutte le creste e i bargigli, poi tutti i becchi etc. E il buco, dopo aver aspettato una settimana per farlo fare a quel calzolaio che si crede chissà chi, me lo faccio da sola con la pinza apposita, e alla fine della fiera ci ho risparmiato in tempo, denaro e nervoso.

venerdì, settembre 22, 2006

TRAPUNTINA "ORSETTO ROSSO"



Il rush finale comincia a travolgermi come un tornado quando faccio quello zac e taglio la mia etichetta FUX con le forbici da stoffa che tagliano come lamette affilate (un godimento!). Mica come quelle dell'astuccio dei miei bambini che se tagliano la carta è già tanto. Mentre metto la firma mi assale quell' ansia curiosa, quella premura di finire. Sì, perchè quando si mette l'etichetta vuol dire che si è arrivati in fondo. E ti chiedi se poi avrai fatto una porcheria o un bel lavoro. Per fortuna mi piace! I tessuti li ho scelti con quell'istinto che ho ereditato dalla nonna Gina e infatti è venuto con lo stesso genere di stile delle altre cose. A me piace. E' già fondamentale. Sennò dove lo trovo poi il coraggio di vendere una cosa che non mi piace?! E ora posso dire "Ecco fatto. Guardate un po'!" e se tutti e tre i miei bimbi mi dicono "Che bello, mamma!", come ieri sera, allora faccio anche la foto.